I vandali alla Strata ‘a foglia e l’autodistruzione di una città

fiorellafalci
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Sembrava stesse svolgendo un compito assegnato, il giovane che ha vandalizzato stanotte la Strata ‘a foglia ripreso dal video di una telecamera trasmesso da Antenna Sicilia nel suo TG. Non sembrava in preda ad uno stato di esaltazione, o alla furia di un ubriaco, ma ciondolava tra un vaso e l’altro da buttare giù, come tra gli arredi e le istallazioni artistiche con cui i commercianti superstiti nella strada dell’antico mercato di Caltanissetta hanno cercato di valorizzare una strada che è patrimonio della storia di tutti i nisseni, lasciata negli ultimi anni nell’abbandono dalle istituzioni.

Non serve questa volta evocare rigurgiti razzisti contro gli “stranieri”, il ragazzo sembra italianissimo, e non era solo: all’inizio del video gli passa accanto un’altra persona, mentre stava compiendo la devastazione.

Sarebbe giusto leggere questa brutta pagina della cronaca cittadina con la profondità di chi, oltre a volere giustamente individuare i responsabili e assicurarli alla giustizia, vuole comprendere perché, in pieno centro storico, in una strada illuminata e ancora abitata in tante delle sue case antiche, ci si possa accanire così a distruggere qualsiasi segno di civiltà, apparentemente senza motivo.

La volontà di cancellare qualsiasi bellezza, di eliminare anche i piccoli segni di una civiltà che sia attenta al bene comune, di devastare un luogo identitario importante per la storia cittadina, a quale mentalità corrisponde, rispetto al rapporto che abbiamo nei confronti di tutto ciò che non nostra proprietà privata ma che segna il contesto della nostra vita?

La svalutazione, quando non il disprezzo di tanti nisseni verso la nostra città, il pensare che l’unica cosa da fare sia abbandonarla, la rinuncia rabbiosa a qualsiasi speranza di riscatto, possono esasperarsi al punto da generare questo vandalismo fine a se stesso, inutile, come tutto quello che ci circonda viene ormai ritenuto, senza rendersi conto, o forse sì, che si compie un’azione di autolesionismo sociale che può essere senza ritorno?

Le istituzioni, gli amministratori della città, come pensano di affrontare questa emergenza antropologica che si sta impadronendo delle coscienze di tanti? con quale visione di futuro ? con quali azioni di coinvolgimento della partecipazione di tutte le forze sane della città?

Non basterà potenziale la vigilanza, aumentare il numero delle telecamere, se la città non viene messa nelle condizioni di volersi difendere dalla violenza che genera promuovendo l’autostima collettiva, costruendo progetti di rigenerazione urbana e civile a brevissima scadenza, chiamando tutte le componenti della società nissena ad una riflessione che si traduca in un progetto di interventi concreti, da sostenere con tutte le risorse possibili, in centro storico e nelle periferie.

Le immagini stranianti del vandalo alla Strata ‘a foglia possono essere lo specchio esasperato di come ormai si sopravvive a Caltanissetta, quando si arriva a pensare che soltanto distruggendo si può esistere, essere visti, contare qualcosa. E quando a pensarlo sono i giovani, come unica alternativa alla fuga

immagini dal web

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