“Sinatritudine” anteprima a Palermo del film su Sinatra prodotto dal mussomelese Giovanni Amico

Roberto Mistretta
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Sinatritudine – Siamo figli di Sinatra film prodotto dal mussomelese Giovanni Amico patron di Twister, montato dalla mussomelese Elisa Sorge e tra gli interpreti Frank Catania.

Accoglienza calorosa, applausi e puro divertimento l’altra sera all’anteprima isolana del mockumentary Sinatritude – siamo figli di Sinatra  allo storico Rouge et Noir di Palermo, (accanto al teatro Massimo), film prodotto dal mussomelese Giovanni Amico, patron di Twister, montato dalla mussomelese Elisa Sorge e tra gli interpreti anche l’italoamericano Frank Catania mancato nei mesi scorsi.

Interessante e coinvolgente la trama. Mimmo Sinatra, prossimo quarantenne, cresciuto nei suoi primi anni di vita soltanto dalla madre, è stato indotto a credere di essere il figlio di Frank Sinatra. Un gioco in assonanza col suo cognome per colmare quell’assenza così importante nei primi anni di vita di un bambino. Assenza che ben presto sarà compensata dalla presenza di Giulio, il nuovo compagno della madre che vorrà bene a Mimmo come un vero padre.

Tuttavia Mimmo, che ama le arti marziali, i social e la pasta al pesto (chiaro riferimento alla mamma di Frank Sinatra di origini liguri, di cui Frank lodava i tagliolini al pesto), si intestardisce per provare al mondo di essere davvero il figlio di Sinatra.

Grazie a suo cugino Andrea, prossimo alla laurea in cinema, decide quindi di dimostrarlo coi fatti, ripercorrendo lo Stivale sulle tracce delle origini di Frank, e così i due partono da Roma per documentare questo viaggio on the road tra la Sicilia e la Liguria alla ricerca dei parenti di Sinatra con cui comparare il proprio DNA. Arriveranno dapprima a Lercara Friddi, nell’entroterra del palermitano, paese di origini degli avi di The Voice (ma anche questa certezza viene messa in dubbio nel film), ma le delusioni per Mimmo si susseguiranno e lo spettatore vivrà con lui questi sentimenti altalenanti tra fatti reali e miti locali, case fatiscenti da cui partì il bisnonno di Sinatra (forse) e parentele dimenticate, sino a ritrovarsi in un programma radiofonico, tipo Carramba che sorpresa, per un collegamento in diretta dagli Stati Uniti con gli eredi legittimi di Sinatra.

Come andrà a finire non ve lo anticipiamo per lasciare allo spettatore il piacere di godersi i 72 minuti  di Sinatritude, film che non si prende troppo sul serio e diverte, ma al contempo scava e racconta dettagli misconosciuti del divo e fa anche riflettere sulla nostra continua ricerca di visibilità proiettando la nostra vita sull’ombra lunga delle vite altrui, specie di chi avuto successo, come appunto il mitico The Voice di origine siciliane.

Il film è stato proiettato il 7 ottobre  in una delle sale nello storico Rouge et Noir  che dal 2023  è  entrato a far parte di Europa Cinemas, una rete di sale cinematografiche europee per la promozione e valorizzazione del cinema nostrano.

E di certo Sinatritude,diretto dalla ventiseienne Sofia Arciero e co-diretto da Riccardo Stopponi, ha molto anche di isolano, a cominciare dal produttore, Giovanni Amico, CEO della Twister e autore del soggetto del film, dall’ambientazione nell’entroterra siciliano e da uno dei personaggi del film, il siculo-americano Frank Catania, personaggio talmente surreale, che se non avessimo scritto per primi di lui su La Sicilia, raccontando la sua storia di giovanissimo cantante nei locali di Frank Sinatra a Miami, poi arrestato e condannato a 70 anni di carcere, e quindici anni fa trasferitosi a Mussomeli a seguito del progetto Case1€uro con la moglie americana, faticheremmo a credere che non fosse inventato (è mancato alla vita lo scorso giugno).

E sì, perché in questo ironico, piacevole ma anche profondo mockumentary (noto anche come falsumentario o finto documentario)  un genere in cui gli eventi di fantasia vengono montati con lo  stile e il linguaggio visivo di un documentario reale (a proposito, il montaggio è di un’altra siciliana doc, la mussomelese Elisa Sorge),  realtà e finzione si mescolano alla perfezione come ha sottolineato la regista, Sofia Arciero, presente all’anteprima di Palermo.

Il produttore e patron di Twister, anche lui di origini mussomelese, Giovanni Amico,  dice: “Nel film c’è l’ultima apparizione in video del conterraneo Frank Catania a cui con la regista abbiamo dedicato un brano della colonna sonora. Ci eravamo divertiti a chiacchierare con lui. Il film, essendo una piccola produzione della nostra linea sperimentale, sta avendo un ottimo riscontro di critica e di pubblico e ne siamo felici. Sono proprio questi i progetti su cui non dobbiamo perdere il focus, perché ci danno gioia e libertà di esprimerci. Stiamo producendo tante cose e tra una settimana partiremo con una commedia con un cast importante, ma progetti come questo ci fanno respirare. C’è un racconto identitario e la possibilità di far esordire giovani talenti come Sofia, che oggi è la nostra responsabile editoriale e guida un team di persone senior. Sono davvero felice di questo percorso.”

Parlando di Sinatritude, dicevamo, non si può non parlare di Lercara Friddi, paese di origini dei nonni di Sinatra, secondo la versione più accreditata, non a caso molte scene sono state girate nella cittadina famosa nel mondo per avere dato anche i natali a Lucky Luciano.  E non a caso alla prima era presente anche il primo cittadino di Lercara, Luciano Marino, e altri componenti della giunta municipale.

Sinatritude è prodotto da Twister Film in produzione associata con RGA, distribuito da Friend, con il supporto della Regione Siciliana Assessorato Turismo e Spettacolo “Fondo Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo” e il sostegno del MiC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

Sinatritude viene distribuito in alcuni cinema selezionati dal 2 ottobre, con anteprima a Roma e quindi il 7 ottobre con anteprima isolana a Palermo.

Roberto Mistretta

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