Acqua, il sindaco di San Cataldo ordina lo stop. RESTARE: ‘Bene, ma ora chiarezza su responsabilità e aumenti

redazione
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dall’associazione RESTARE riceviamo e pubblichiamo:

L’Associazione Sociopolitica RESTARE commenta la discussione che si è aperta sull’inquinamento dell’acqua nel territorio di San Cataldo.

I cittadini sancataldesi, e non solo, meritano rispetto, e spesso ce ne dimentichiamo. La questione sollevata dall’ordinanza del sindaco Comparato ha fatto emergere gravi problemi che proviamo ad analizzare.

Bene ha fatto il sindaco Comparato a emanare l’ordinanza che vieta categoricamente l’uso dell’acqua per usi alimentari. Il fatto è che da alcune settimane molti cittadini hanno segnalato pubblicamente un colore strano dell’acqua dai propri rubinetti domestici. Le segnalazioni dovevano far scattare immediatamente i controlli degli esperti e, comunque, avrebbero dovuto allertare Caltaqua. Cosa è accaduto e chi ha eseguito i controlli che dovevano evitare questo inconveniente, per usare un eufemismo? Tutte le famiglie di San Cataldo accumulano acqua nei propri serbatoi, come sappiamo benissimo. Con questo allarme, significa che tutta l’acqua dei serbatoi è inquinata? E se l’ordinanza ne vieta l’uso alimentare, si chiedono i bar, i panificatori, i ristoranti, le comunità, gli anziani del centro storico: “come dobbiamo comportarci”? È pensabile che gli esercizi pubblici acquistino acqua minerale per svolgere la propria attività?

Questo è un serio problema che Caltaqua avrebbe dovuto prevenire, perché la purezza del bene più prezioso per l’uomo deve essere monitorata costantemente. Cosa è realmente successo?

E al danno si aggiunge la beffa. Proprio ieri appare sui mezzi di comunicazione che 22 sindaci della nostra provincia aumentano il costo dell’acqua del 6,5% per il 2026. L’aumento riguarda i prossimi quattro anni: nel 2027 sarà del 7,5%, nel 2028 dell’8%, nel 2029 dell’8,3%. Sappiamo quanto possa essere impopolare un aumento del bene primario, ma crediamo sia stato deciso per ragioni oggettive. Ma ci chiediamo: non sarebbe stato più corretto riportare prioritariamente acqua potabile nei rubinetti e poi, magari, parlare di aumenti? E tutta l’acqua che dovremo comprare per le necessità vitali, chi la pagherà? Si comprende che la situazione è pressoché disastrosa. Ma ci sarà qualcuno che deve sapere di chi sia la responsabilità di quanto accaduto e sta accadendo. Nessuno pensa che si stia giocando con la salute dei cittadini sancataldesi, ma di certo qualcosa non ha funzionato e non funziona. Non vogliamo minimamente esprimere giudizi sull’operato dei consiglieri comunali, ma vorremmo semplicemente e collaborativamente ricordare a ciascuno di loro che, essendo rappresentanti dell’intera comunità sancataldese, questo problema vada discusso immediatamente in Consiglio e risolto con urgenza. Ne va della salute dei sancataldesi e della normale attività di moltissimi soggetti. RESTARE rimane al servizio non solo dei cittadini sancataldesi, ma anche delle istituzioni, per qualsiasi necessità.

Maurizio Nicosia Segretario

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