Serradifalco, riflessione sul culto dei morti in Sicilia in chiave storico-antropologica

Chiara Milazzo
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E’ stata l’occasione per esplorare le radici di una ricorrenza, dalle origini paleocristiane fino alle tradizioni più autentiche della comunità serradifalchese. Si tratta di “Il culto dei morti in Sicilia”, l’incontro di lunedì 2 novembre, nella Sala della comunità della Chiesa Madre di Serradifalco. Un appuntamento promosso dall’Associazione culturale “Serra del Falco”.

Sono intervenuti, oltre all’arciprete Don Biagio Biancheri, il presidente dell’associazione Sergio Milazzo, che ha trattato l’origine del culto dei morti dall’età paleocristiana alla metà del 1500 (soffermandosi sulle catacombe le loro decorazioni e relativo refrigerium, sulla deposizione dei cadaveri nelle cripte e loro conservazione e mummificazione) fino alla metà del 1500, analizzando il modo in cui vivevano il lutto i siciliani. Carmelo Salvatore Benfante Picogna nel suo intervento si è occupato del periodo che va dal 1600 ai giorni nostri con maggiore attenzione alla chiusura delle cripte (dopo l’editto napoleonico di Saint Cloud del 1804) e ai dolci tipici serradifalchesi, approfondendo il parallelismo tra il culto dei morti siciliano e Halloween.

Una degustazione di dolci tipici serradifalchesi ha concluso la serata con un momento conviviale: Frutta di Martorana, Buccellati, Taralli (con glassa al limone e al cioccolato) e Mustardini, offerti da panifici e pasticcerie locali.

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