Caltanissetta ha la sua piscina: inaugurata con una festa e senza polemiche. Ora le strutture sportive potrebbero generare un sistema virtuoso

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Una giornata di festa per i nisseni: famiglie, bambini, sportivi, hanno finalmente affollato la Piscina comunale “Raimondo Collodoro” nel giorno in cui ha riaperto le sue porte alla città dopo sette lunghi anni di chiusura e di amarezza.

Al taglio del nastro il Sindaco Walter Tesauro con la Giunta al completo, il Presidente del Consiglio comunale Bruzzaniti con diversi Consiglieri, il presidente del CONI Giuseppe Anzaldi e il Presidente regionale della Federazione Italiana Nuoto Sergio Parisi, i rappresentanti delle imprese RTI Patti e Sinatra che hanno ristrutturato l’impianto e lo gestiranno conla società Kiran, che hanno delegato a parlare a loro nome l’avv. Umberto Ilardo, che ha condotto la trattativa con il Comune per superare gli ostacoli burocratici e amministrativi che negli anni si erano stratificati bloccando di fatto i lavori di ristrutturazione.

Il Consiglio comunale aveva votato all’unanimità un ultimo investimento di 700.000 euro per chiudere la transazione e oggi finalmente la piscina riapre, con i primi tuffi dimostrativi di decine di giovani e ragazzi di tutte le età che hanno illustrato tutte le attività che in piscina sarà possibile svolgere. Sempre in primo piano l’impegno per l’inclusione, con le attività per le persone con disabilità, che proprio dai corsi in piscina possono trarre straordinari benefici terapeutici.

Un segnale positivo è stato l’assenza di accenti polemici nei discorsi inaugurali, nonostante la vicenda della piscina sia stata per anni un tema spinoso di contrapposizione tra maggioranze e opposizioni. Ringraziamenti generali, a tutte le amministrazioni che negli anni hanno lavorato per la riapertura, agli uffici comunali, alle imprese e alle maestranze impegnate. Speriamo soltanto che non si verifichino più tutti gli ostacoli che hanno trascinato per sette anni la vicenda della piscina, e che ogni componente del sistema pubblico-privato che la gestirà si assuma sempre e tempestivamente le proprie responsabilità.

Caltanissetta può contare su un impianto sportivo importante, che insieme agli altri presenti in città (primo tra tutti l’abbandonato finora Palazzetto dello Sport “G. Carelli”) potrebbero costituire un patrimonio di infrastrutture di rilevanza regionale, attrattori di sviluppo, di flussi economici e generatori di un indotto importante. Questo non si genera automaticamente: occorre una visione e una capacità politica di costruzione di reti, di eventi, di sinergie con il mondo dello sport regionale e nazionale.

Dopo la festa, comincia una fase impegnativa che ha bisogno di una classe dirigente adeguata, concreta e visionaria allo stesso tempo, capace di guidare con decisione gli apparati burocratici e di non farsene paralizzare, capace di progettare un sistema e farlo funzionare. Non è una scommessa di poco conto, ma vale la pena di provarci

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