Caltanissetta l’11 settembre incontra la sua storia e celebra la sua identità intorno a S. Michele

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Si inaugura finalmente, e con il massimo della solennità, l’11 settembre, con l’evento “Note di devozione – 400 anni con l’Arcangelo Michele”, lo spazio ristrutturato davanti al Palazzo Moncada, ultima tappa del progetto “La grande Piazza“, il più rilevante intervento urbanistico nel centro storico negli ultimi 20 anni, pensato durante la sindacatura di Michele Abbate, lanciato con un concorso internazionale di idee mentre era sindaco Salvatore Messana, realizzato in diversi step, dopo essere stato anche modificato e in parte snaturato da qualche improvvido intervento degli uffici comunali, ma alla fine portato a conclusione, dai margini della Villa Cordova al Palazzo Moncada, dalle sculture iconiche di Filippo Ciulla alla facciata del Palazzo sulla quale hanno resistito alcuni dei mostri barocchi a cui Ciulla si era ispirato per le sue sculture contemporanee, facciata che la sera dell’11 settembre sarà illuminata scenograficamente.

Largo Barile è uno spazio importante per l’urbanistica del centro storico nisseno e per la storia della città. Vi si affaccia il Palazzo voluto dai Moncada all’inizio del XVII secolo e mai completato (primo simbolo di una identità nissena spesso “incompiuta” anche se capace di proiettarsi in un orizzonte grandioso), ma lo spazio esterno è intitolato a Luciano Aurelio Barrile, l’aristocratico nisseno che dal 1756 capeggiò la rivolta della nuova classe dirigente cittadina proprio contro il dominio feudale dei Moncada, guidando la causa per il ritorno di Caltanissetta al Demanio Regio, e scrivendo di suo pugno, come è stato rivelato decenni dopo da una suggestiva scoperta, la memoria storico-giuridica che il grande avvocato napoletano Francesco Peccheneda aveva presentato al Tribunale Reale in difesa delle ragioni dei nisseni.

Una copia della petizione inviata al Re Ferdinando fu conservata in un piccolo vano che si trova all’interno della statua di S. Michele Arcangelo, il Patrono della Città di cui quest’anno ricorre il 400° anniversario dell’apparizione al frate Giarratana e che salvò la città dal contagio della peste, a voler consacrare anche nella devozione popolare la rivolta antifeudale della Città che guardava al futuro.

Sul piazzale Barile l’11 settembre ci saranno altri due simboli importanti della storia sociale della città: le due Vare della Veronica e la grandiosa “Scinnenza”, capolavori dei Biangardi, gli scultori napoletani chiamati a Caltanissetta dopo la strage della miniera di Gessolungo, il 12 novembre 1881, quando morirono 69 zolfatai, di cui 19 carusi, 9 dei quali senza nome, sepolti nel piccolo cimitero vicino alla miniera. Furono proprio gli zolfatai a volere la Vara scolpita dai Biangardi, per potere uscire il Giovedì Santo con un simbolo della loro esistenza alla luce, che ne rappresentasse le fatiche, le sofferenze, come il volto di Cristo impresso col sangue sul velo della Veronica che scelsero come soggetto. La Veronica oggi appartiene alla Sacra Lega S. Michele, e quindi il filo della storia si riannoda intorno alla devozione profonda dei lavoratori della città per il Santo Patrono che quest”anno si celebra.

E la “Scinnenza”, la vara più grande e maestosa, che traduce nella plasticità della scultura il capolavoro pittorico di Rubens, anch’essa nata dalla committenza di una miniera, la Tumminelli, nel 1885 ai Biangardi, innescando quel processo di emulazione tra le categorie produttive della città che in pochi anni avrebbe trasformato la processione del Giovedì Santo in un Kolossal dell’autorappresentazione del mondo del lavoro cittadino, vedendo insieme lavoratori e imprenditori. identificati come comunità nelle scene della Passione di Cristo, intorno alle quali tutta la città si ritrovava.

Accanto ai simboli della storia del passato l’11 settembre si ascolteranno le note del presente e del futuro, con il concerto dell’Orchestra di fiati del Conservatorio “V. Bellini”, straordinaria realtà universitaria cresciuta nella nostra città negli ultimi anni, che oggi forma 800 studenti in tutte le specialità musicali e 80 docenti da ogni parte d’Italia, con un’offerta formativa in continua evoluzione.

Sarà Salvatore Riggi, autore e regista tra i protagonisti della Settimana Santa, a snodare la narrazione delle esperienze di tutte le associazioni che animano la Pasqua nissena che saranno presenti all’evento, così come tutte le istituzioni del territorio (Comune, Libero Consorzio, Regione, Diocesi, Soprintendenza BB.CC.AA., Polizia di Stato, Pro Loco, Conservatorio “V. Bellini”) hanno aderito al progetto generato dalla creatività pirotecnica di Michele Spena, presidente dell’Associazione Piccoli Gruppi Sacri, che ha costruito con tenacia e determinazione l’evento più importante e suggestivo di questo 400° anniversario dell’apparizione di S. Michele a difesa della città che a lui ha voluto affidarsi.

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