Comune smemorato: si rivendica il percorso UNESCO per la Settimana Santa e si dimentica Gianni Taibi, l’artefice e l’iniziatore del progetto

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Poteva essere una buona occasione per ricordare Gianni Taibi, anima della Real Maestranza, scomparso lo scorso anno, che per oltre due decenni si era impegnato per primo per il riconoscimento UNESCO della Settimana Santa nissena, con una visione complessiva del valore culturale, spirituale, ma anche economico e sociale degli eventi identitari della città, unici al mondo per durata e completezza.

E invece no, ha prevalso la logica della propaganda: il Sindaco Tesauro e l’Assessore Petrantoni hanno partecipato ad Orte ad un Convegno che rilanciava i percorsi UNESCO delle Settimane Sante italiane (Rete che per prima la città di Caltanissetta ha promosso, grazie proprio a Gianni Taibi e all’amministrazione di Salvatore Messana), e hanno dato grande risalto mediatico al loro viaggio, rivendicando un impegno, a dir loro decisivo, per rilanciare il percorso UNESCO dopo “anni di abbandono”.

Non entriamo nel merito dell’impegno della Amministrazioni comunali precedenti, anche se il principio della continuità amministrativa avrebbe suggerito un minimo di garbo istituzionale, ma ignorare totalmente il lavoro appassionato e competente di Gianni Taibi suona offensivo per tutti coloro che da sempre si impegnano per valorizzare le nostre tradizioni identitarie, a livello nazionale ed internazionale.

Gianni Taibi ha costruito nel corso dei decenni la prima rete siciliana, poi nazionale ed internazionale delle Settimane Sante più rappresentative, premessa indispensabile perchè l’UNESCO prenda in considerazione la proposta, ha costruito il gemellaggio con Trapani, con la Regione Puglia, con Siviglia, la cui Settimana Santa è ritenuta la migliore del mondo, e con Popayan, in Colombia (America Latina), dove le tradizioni spagnole si sono radicate nei secoli della colonizzazione e vivono ancora. Ha tessuto una rete di relazioni con i più importanti centri religiosi e associativi che animano le Settimane Sante, ha coinvolto Europassione in un Convegno al teatro Margherita che gettò le basi del dossier per la candidatura UNESCO.

Ignorare tutto questo, che abbiamo riassunto per sommi capi, è un segnale negativo di assenza di memoria, non soltanto istituzionale, ma sopratutto legata alla società civile di Caltanissetta, che al di là delle Amministrazioni comunali di diverso colore politico, ha sempre lavorato volontariamente per valorizzare la città e le sue potenzialità di sviluppo, senza cercare posti di potere ma esercitando generosamente un servizio per il bene comune.

Ci aspettiamo una riparazione a questa imperdonabile omissione da parte dell’Amministrazione comunale, che non confermi il vizio nisseno della rimozione della memoria, premessa inesorabile per l’annullamento di qualsiasi identità.

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