Controreplica di Gambino al Direttore generale dell’ASP sui disservizi della sanità

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da Roberto Gambino riceviamo e pubblichiamo:

È con grande interesse che ho letto la risposta del direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, dott. Salvatore Lucio Ficarra, all’interrogazione da me prodotta al sindaco di Caltanissetta nella qualità di presidente della conferenza provinciale dei sindaci, in perfetta aderenza a quanto disposto dalle norme inutilmente ricordate dal direttore nella sua nota pubblica a me indirizzata.

Ringrazio il dott. Ficarra per i riscontri forniti e per quelli abilmente celati, nella consapevolezza che le criticità nascoste siano ancora tante. In riferimento alla risposta mi preme sottolineare che il riscontro alla criticità relativa all’autismo, è un capolavoro di burocratichese applicato alla politica che non rende affatto giustizia ai bisogni dei pazienti e che tende di scaricare parte delle responsabilità allo scrivente in quanto ha approvato il piano aziendale al suo predecessore, ovviamente insieme agli altri 21 sindaci ed all’attuale sindaco che non ha fatto rilevare il problema.

Nella mia nota, facendo addirittura i complimenti al direttore generale per i risultati raggiunti con la performance del nostro Sant’Elia, ovviamente secondo le direttive date dal presidente della Regione, porto un chiaro attacco frontale alla gestione della sanità in Sicilia che, in assoluta aderenza alle politiche del centro destra, privilegia la sanità privata demolendo giornalmente la sanità pubblica che durante le ultime settimane di epidemia influenzale, ancora una volta, mostra tutte le sue pecche e criticità.

La situazione è tragica non solo all’interno del Sant’Elia , del Vittorio Emanuele di Gela o negli ospedali minori della provincia, la situazione è tragica in tutta la regione e il governo Schifani si mostra assolutamente inefficace a prescindere dagli assessori delegati a gestire la sanità.

I cittadini pretendono una sanità pubblica che dia un servizio efficace ed efficiente, pretendono il funzionamento dell’attività territoriale, pretendono di essere curati come pazienti e non di essere usati come numeri da inserire nei bilanci.

Un consiglio mi sento di dare al direttore generale, invece di fare il difensore d’ufficio di Schifani, dialoghi di più con i suoi medici che sono quelli che mi hanno informato sulle carenze dei servizi, dialoghi di più con infermieri e oss, dialoghi di più con i sindacati ma soprattutto dialoghi di più con i cittadini che accedono ai sevizi da lui gestiti o che dovrebbe gestire, al fine di garantire il più sacro dei diritti costituzionali, il diritto alla salute.

Roberto Gambino

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