I comunismi, i comunisti e la fine di un’epoca storica! Non solo

Tonino Cala
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La Storia siamo noi, anche se la Storia non si ripete mai allo stesso modo. Il realismo storico non significa pessimismo etico ed umano. “Nello stesso fiume non è possibile entrare due volte. Non possiamo bagnarci due volte nello stesso fiume perché sia l’acqua che la persona sono costantemente in trasformazione” (“panta rhei” tutto scorre, Eraclito). 

Il mio recente e commosso ricordo del maestro e “compagno” Andrea Camilleri mi fa riflettere sul fatto innegabile che non esiste più alcun comunismo italiano e che la parola “comunista” è fuori dall’attuale contesto storico, diciamo anche fuori moda e insignificante oggi.

Lo sanno tutti. La Rivoluzione d’ottobre può attendere. Anzi: non si è mai realizzata per come era stata ideata e desiderata, nei pensieri e nelle parole dei rivoluzionari bolscevichi. In Italia è andata diversamente con Berlinguer!

Anche il mito e la foto di Che Guevara vanno bene come icona sul proprio cellulare, una moda rivoluzionaria che non è più prassi politica.

Con la morte di Enrico Berlinguer è finito il Comunismo italiano. Lo stesso vale per la Democrazia cristiana con la morte di Aldo Moro e del partito Socialista con la morte di Pietro Nenni e di Sandro Pertini. Anche il Movimento sociale italiano è scomparso con la morte di Giorgio Almirante. Non ci sono più gli originali e, oggi, ci sono tanti copia e incolla che non sono gli originali.

Adesso, vediamo tantissimi opportunisti prezzolati che si fanno chiamare questo e quello ma che sono opportunisti demagoghi. E ci ritroviamo con un grande vuoto politico che celebra la morte degli ideali e delle ideologie politiche del passato e con essi la scomparsa dei grandi leader politici.

Anche i sindaci e gli onorevoli si schierano e dichiarano un’appartenenza inesistente, falsa e illusoria. Fanno finta di essere di destra o di sinistra ma sanno di non appartenere a nessuno e sono lì per la carriera, per il potere, per i soldi. Non offendete l’intelligenza delle persone e non raccontate le favolette del bene comune.

Allora, quale è l’eredità storica delle vicende politiche del dopoguerra e dei partiti che hanno consentito la liberazione dell’Italia dal nazifascismo e la nascita della democrazia? Quali sono state le lotte e le tensioni morali espresse e praticate dagli uomini politici della resistenza e della libertà in Italia? Quelle che hanno consentito la liberazione delle nostre città e dei nostri territori resi schiavi e distrutti dal fascismo?

Siamo forse alla “fine della Storia”, come aveva teorizzato Francis Fukuyama, circa il trionfo della liberal democrazia e la contemporanea sconfitta dei totalitarismi, compreso quello comunista?

Non ci sarebbe più nulla da dire sulla nostra Storia del secolo scorso? Abbiamo realizzato la democrazia liberale, i suoi principi di libertà personali e di giustizia sociale e collettiva?

Non ci sembra che sia così. Pensiamo invece al patrimonio di umanità, al calore indubbio delle testimonianze dei padri costituenti, alla loro forza morale che hanno fatto dell’Italia un paese libero e democratico.

E raccogliamo la lezione civile di una patria italiana e di un Europa confederale, spesso in crisi d’identità politica ed etica che, comunque, si nutrono di principi e di valori saldamente ancorati alle vicende storiche del passato, baluardo politico contro le autarchie e contro le tirannie. Non è poco, avere fede in un’umanità libera e democratica per noi tutti!

Tonino Calà

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