Il bando per la gestione del verde pubblico: “Il Comune non può sbarazzarsi dei suoi oneri”

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Lettera aperta di un cittadino sul bando per la gestione del verde pubblico del Comune di Caltanissetta:

Una riflessione costruttiva sul provvedimento di AVVISO PER LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE AI FINI DELL’AFFIDAMENTO IN GESTIONE DI AREE A VERDE COMUNALI del 24/08/2026

Gentile Redazione,

desidero affidare alle vostre pagine una riflessione condivisa da molti cittadini, nata dalla recente pubblicazione dell’avviso pubblico per l’affidamento in gestione delle aree a verde comunali firmato dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico. È evidente che un provvedimento di questa portata, pur recando la firma dell’Ingegnere Capo, rispecchi fedelmente l’indirizzo politico dell’amministrazione comunale. L’intento di coinvolgere la cittadinanza nella cura del territorio è senza dubbio lodevole, ma le modalità attuative rischiano di trasformare una bella opportunità di partecipazione civica in un freno insormontabile per il volontariato.

L’azione sussidiaria di cittadini, ditte ed enti viene infatti fortemente limitata da una serie di vincoli estremamente stringenti. Chiedere a un volontario o a un’associazione di impegnarsi per un periodo minimo di ben tre anni, costringendoli ad assumersi qualsiasi responsabilità civile e penale per i lavori e la gestione dell’area, appare sproporzionato. La sensazione diffusa è che l’Amministrazione tenda a sbarazzarsi dei propri oneri ordinari, scaricando sui privati le incombenze della manutenzione in cambio di un semplice cartello pubblicitario di 50×30 cm. Tra l’altro, il bando non menziona in alcun modo la fornitura di acqua pubblica per l’irrigazione, lasciando intendere che i volontari dovranno farsi carico persino del trasporto quotidiano di bidoni d’acqua per non far morire le piante.

Per fare un parallelismo concreto: sarebbe come se, quando l’associazione Plastic Free organizza una giornata di raccolta a sostegno della comunità nissena per sopperire alle difficoltà logistiche della città, il Comune imponesse loro l’obbligo di mantenere quella piazza o quella via pulita da ogni rifiuto per tre anni consecutivi, sotto la propria totale responsabilità civile e penale e pagando persino le spese contrattuali, lasciando come unico riconoscimento un piccolo cartello affinché tutti sappiano su chi ricade la colpa in caso di mancata pulizia.

Una vera collaborazione tra istituzioni e cittadini dovrebbe fondarsi su principi differenti, basati su progetti orientati alla bellezza innovativa e di rottura con gli interventi di verde urbano fatti in passato, capaci di superare la mera e piatta gestione del verde pubblico. Sotto questo aspetto, la nostra città mostra già una evidente criticità: quasi tutte le rotatorie cittadine appaiono oggi come semplici “riempimenti di spazio”, prive di una reale pianificazione estetica capace di accogliere degnamente i turisti. L’unica splendida eccezione è rappresentata da una rotatoria ideata e curata da privati, spinti dal profondo e infinito amore verso la perdita prematura della propria figlia. Questo dimostra che il privato può fare miracoli se mosso dal cuore, ma l’Amministrazione non può abdicare al proprio ruolo: le istituzioni dovrebbero mantenere sempre l’onere e l’onore della progettazione e della direzione strategica, chiedendo ai volontari di intervenire a supporto nella piantumazione, nella fornitura o nell’aiuto all’irrigazione, senza però istituzionalizzare lo scaricabarile dei servizi di base.

Infine, emerge un dubbio tecnico e ambientale non trascurabile: nel testo dell’avviso non viene posto alcun esplicito divieto all’uso di diserbanti o di altri prodotti chimici invasivi per il controllo delle infestanti. Lasciare totale autonomia di gestione a soggetti privati non qualificati su questo aspetto potrebbe esporre il nostro sottosuolo e le falde acquifere a rischi di inquinamento non indifferenti.

Ci auguriamo che questa critica, mossa esclusivamente dall’amore per Caltanissetta, possa spingere l’Amministrazione e l’Assessorato di riferimento a rimodulare i termini dell’accordo, trasformandolo in un patto di collaborazione leggero, sicuro e davvero accessibile a tutti coloro che vogliono bene alla città.

Lettera firmata

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