Il Libero Consorzio, il porto delle nebbie e il black out della politica

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Walter Tesauro non ha più la maggioranza in Consiglio Provinciale, dopo la frattura con la Lega Salvini dovuta alla deposizione di Oscar Aiello dalla Giunta Comunale, e così il centro-destra non riesce a fare approvare le sue proposte di delibera e non si è ancora formata la squadra dei cinque Consiglieri delegati che svolge le funzioni di organo esecutivo.

Nella seduta di ieri un nuovo rinvio al 16 settembre sperando di ricomporre un quadro di compatibilità.

Sono passati 135 giorni da quel 27 aprile in cui Tesauro riuscì per il rotto della cuffia ad essere eletto Presidente del Libero Consorzio, grazie alla campagna acquisti dell’on. Mancuso tra i Consiglieri comunali di opposizione di Caltanissetta, promettendo “mari e monti” che ancora non si sono profilati all’orizzonte.

L’elezione di Tesauro prefigurava una concentrazione storicamente inaudita di potere amministrativo nelle mani di un unico gruppo di potere, con la prospettiva di pianificare e gestire la spesa pubblica per decine di milioni di euro, tra Comune capoluogo ed ex Provincia.

Ma le elezioni provinciali hanno spaccato il centro-destra, che ha perso per strada la Lega, Noi Moderati (in parte) e tanti satelliti civici, soprattutto nei Comuni del Vallone, la culla della dinastia dell’on. Mancuso. Peraltro, nelle ultime settimane, Tesauro ha nominato al posto di Oscar Aiello il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, Marcello Mirisola, e a livello regionale il gruppo di Raffaele Lombardo, che a Caltanissetta ha accolto (forse) i due consiglieri transfughi di Orgoglio Nisseno, ha annunciato di voler aderire a Forza Italia.

Si profila quindi un progetto egemonico degli azzurri che certamente non contribuisce a superare i dissensi nel centro-destra, che non è disponibile, sembrerebbe, a subire passivamente lo strapotere di una unica parte.

Le furbizie ulteriori, per tentare goffamente di by-passare il dissenso politico, hanno appesantito ancora di più la situazione. Un Consiglio provinciale convocato ieri sapendo che il Sindaco di S. Cataldo, esponente di opposizione, sarebbe stato assente per presenziare al suo Consiglio comunale e soprattutto la delibera omnibus, che pretendeva di votare in un unico “pacchetto” lo staff del Presidente Tesauro, particolarmente indigesto ai Consiglieri provinciali,  alcuni interventi per strade provinciali e fondi destinati a straordinari ed emolumenti dovuti al personale del Libero Consorzio insieme ai fondi per il servizio ASACOM per i disabili nelle scuole.

Resosi conto che non c’erano le condizioni perché il voto fosse favorevole, Tesauro ha ritirato, per la seconda volta, la proposta e stabilito il rinvio, sempre più incartato nell’incapacità di mediare efficacemente all’interno della sua coalizione, per non parlare dell’assenza di dialogo utile con le opposizioni e l’afasia rispetto ad un progetto reale di amministrazione delle risorse provinciali e alle priorità su cui tutte le forze politiche dovrebbero poter convenire.

Ultima perla, il Presidente ha annunciato già da diversi giorni quali consiglieri provinciali riceveranno le deleghe esecutive, le ha anche comunicate alla stampa dettagliatamente, ma non le ha ancora assegnate, non si capisce se a scopo intimidatorio o funzionale a ricevere, prima, il voto favorevole al famoso “pacchetto unico” in Consiglio.

Apprendisti stregoni o dilettanti allo sbaraglio? Non è particolarmente interessante precisarlo. È molto preoccupante invece registrare una incapacità di governo inversamente proporzionale alla concentrazione di poteri che si è realizzata.

Rispetto alla gestione commissariale, dispiace dirlo, la situazione dell’ex Provincia non è affatto migliorata. Continua ed essere il porto delle nebbie del potere locale in un territorio che intanto continua a desertificarsi, a deperire, a perdere le occasioni possibili per lo sviluppo (la vicenda dell’Università è emblematica a questo proposito).

La politica, quella vera, se è rimasta ancora da qualche parte, venga fuori e batta un colpo, subito.

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