di Ausilia Bellomo
In attesa
Vasti di ore sono i mezzogiorni
non aliti di brezza attorno, ma calura,
nella sopravvivenza delle cose, parvenze.
Colonne doriche si confondono con
le arse palme nell’accecante luce che
dall’alto a piene mani si spande.
Non si odono rumori, non si sentono voci,
non più sussurri: solo della cicala su scarno
olivo degli animi il costante frinio, disadorno canto.
Tutto pausa, fredda corrente

