“La città che non si vuole” di Marco Fasciana, una riflessione socio-antropologica sulla “società burocratica” nissena

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Per le edizioni Simply Book è in uscita un saggio di Marco Fasciana, professionista nisseno, che riflette sulla mutazione identitaria di Caltanissetta negli ultimi decenni.

Nell’abstract del libro si legge:

In un territorio come Caltanissetta, cuore geografico della Sicilia e metafora di una condizione più ampia, si manifesta una crisi silenziosa che riguarda identità, appartenenze e linguaggi collettivi. La città – come ogni organismo sociale – riflette le dinamiche psicologiche dei singoli: desidera essere altro da sé, rincorre modelli non propri, rinunciando alla ricchezza delle proprie peculiarità autoctone. Questo smarrimento culturale genera povertà economica, frammentazione sociale, distacco dalla politica e sfiducia nelle istituzioni.
Il libro propone una lettura integrata – economica, giuridica, criminologica, psico-antropologica – dei rapporti umani nella società “burocratica”, mostrando come la libertà sia, in realtà, un equilibrio dinamico tra il cedere e l’ottenere, tra regola e cooperazione. Attraverso l’analogia con il tempio di Ise in Giappone, che viene ciclicamente ricostruito, si esplora la necessità di destrutturare e ricostruire il pensiero civico contemporaneo: superare il distacco dei cittadini dalla vita pubblica, riconoscere che impresa, professione e politica non sono giochi per giovani ma responsabilità sociali, smettere di delegare il potere a chi lo usa per motivazioni opache.
Il volume invita a recuperare una nuova grammatica del consociativismo, fondata su cooperazione, mutuo soccorso, vocazione territoriale e amore per la propria comunità. Una grammatica che renda i giovani traduttori del cambiamento verso gli anziani, e non schiavi di élite impaurite dal nuovo.
È un appello a ricostruire una città – e un individuo – che sia finalmente se stesso, riappropriandosi del proprio linguaggio, del proprio patrimonio culturale e del proprio destino politico

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