La croce del Redentore è tornata al suo posto sul monumento in cima alla collina. Restauro curato da Sicilbanca

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La croce della statua del Redentore che dal 20 gennaio era stata spezzata dal maltempo durante il ciclone Harry, questa mattina è tornata al suo posto, tra le braccia di Cristo Redentore, in cima alla collina di San Giuliano, in cui era stata collocata all’inizio del 1900 per celebrare i venti secoli dell’era cristiana.

L’intervento di restauro è stato interamente finanziato da Sicilbanca, e si è realizzato sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Culturali, che ha approvato il progetto, e vigilato sui lavori di rimozione, restauro e ricollocazione del prezioso simbolo di bronzo-

“Quando il ciclone Harry ha spezzato la croce del Redentore – dichiara il dott. Giuseppe Di Forti Presidente di Sicilbanca – ci siamo sentiti privati di un simbolo non soltanto religioso, ma identitario per la nostra città, che pochi mesi prima aveva già subito l’abbattimento dell’Antenna RAI. Passavano i mesi e visto che nessuno interveniva ci siamo dichiarati disponibili a finanziare interamente i lavori necessari, di concerto con la Soprintendenza ai BB.CC. Ci è sembrato doveroso, visto che la nostra missione non è quella di accumulare profitti ma di redistribuire al territorio risorse e opportunità di sviluppo.

Siamo particolarmente soddisfatti del risultato che si è realizzato questa mattina, con la ricollocazione della croce, con l’intervento complesso di un megacestello per raggiungere la sommità del monumento. Abbiamo voluto farlo senza clamore mediatico e siamo felici che da oggi la nostra città possa tornare pienamente a sentirsi Sub Tutela Dei, come scriveva sulla sua agenda il giudice Livatino”.

Con estrema discrezione il Presidente Di Forti non ritiene opportuno esplicitare il costo totale dell’intervento “Quando si fa un regalo non è elegante dichiararne il prezzo” ha commentato, ma possiamo dire che si sia trattato di un costo rilevante, datat la complessità dell’intervento che ha interessato non soltanto la croce, ma anche il basamento della statua che era stato danneggiato nel tempo.

Sulla complessità dell’intervento abbiamo chiesto notizie all’architetto Daniela Vullo, Soprintendente ai Beni Culturali, che ha approvato il progetto ed esercitato l’alta sorveglianza sui lavori:

“Il restauro è stato complicato dalla presenza di barre di ferro all’interno della croce e della statua che con il tempo si era gonfiato producendo ruggine che aveva corroso in più punti il bronzo, anche del basamento. E’ stato necessario aprire la croce, rimuovere tutto il ferro ed eliminare le aderenze, rinforzarla con barre di acciaio inox e riequilibrarla con piccoli innesti in bronzo. E’ stata quindi richiusa e ricollocata, facendola passare per i tre fori di passaggio che si trovano sulla nuvola, il mantello e la mano, rinforzati con una saldatura finale. Il restauro è stato curato da Enzo Musumeci, di Catania, che ha già realizzato altri lavori pregevoli nel nostro territorio, e che si è avvalso di altre maestranze specializzate del catanese.”

Un segno di speranza da questa mattina nel cielo che sovrasta la città di Caltanissetta, grazie alla sinergia tra istituzioni pubbliche e private e la disponibilità generosa dei finanziatori.

Di nuovo “Sub Tutela Dei”

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