La pace sia con noi, in un tempo di guerra

Tonino Cala
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Non posso condividere l’opinione di tanta gente di sinistra che pone delle differenze tra dittatori di destra e dittatori di sinistra. La dittatura è dittatura ovvero l’esercizio del potere assoluto di un uomo che comanda un popolo con la forza e con la violenza. Poi ci sono anche le finte democrazie dove i parlamenti non contano nulla. Quando decide Uno non vi può essere democrazia. In democrazia ci deve essere il due e più del due, la pluralità delle opinioni.

È preferibile qualsiasi democrazia, anche mal funzionante, a qualsiasi dittatura. Storicamente, nazismo, comunismo e fascismo sono falliti: la Storia ha emesso le proprie sentenze di colpevolezza, fallimento, morte e scomparsa dei regimi dittatoriali. Non ne sentiamo la mancanza, non siamo dei nostalgici dei regimi morti e sepolti. Amen.

Nel Far West, il bandito o pistolero si dà la ragione da solo facendo ricorso alla forza brutale delle armi. Anche nell’età della pietra gli uomini si facevano giustizia da soli mettendo in pratica la barbarica legge del taglione. Trump e Putin sono protetti da Dio e nel nome di Dio scatenano arbitrariamente le guerre e la violenza predatoria? Come i fanatici dell’Islam, anche Trump e Putin uccidono e depredano perché sono stati battezzati e unti dal Signore Iddio?

Quindi Dio è per il male, Dio è favorevole alle guerre? Dio desidera la violenza e le distruzioni degli uomini e dei popoli? Può desiderare Dio l’amore fraterno e la pace tra gli esseri umani e poi permettere a Trump e Putin le guerre e la pratica ignobile della tortura e del fratricidio come Caino con Abele? Chiaramente, Trump (il comandante in campo), Putin, Maduro, Netanyahu e tutti gli altri dittatori del mondo (anche Hamas) parlano del loro dio, di un dio per uso e consumo personale che non è e non può essere il vero Dio cristiano! Democratico.

Come avrebbe affermato il teologo e padre della Chiesa cattolica San Tommaso D’Aquino il tirannicidio è accettato e giustificato dalla morale cattolica e dal diritto internazionale, quando un popolo decide liberamente e necessariamente di “uccidere” il proprio tiranno!

Si accetta eticamente che l’aggredito si difenda dall’aggressore facendo ricorso alla forza, non porgendo l’altra guancia, di fraintesa memoria evangelica. La propria legittima difesa contro la violenza prevaricatrice dell’altro. Papa Francesco ebbe a dire: “Se qualcuno offende mia madre gli do un pugno!”. Le vicende storiche sono complesse ed è legittimo il dubbio.

Storicamente, la guerra non è mai stato un buon affare. Da qualsiasi punto di vista le guerre non generano prosperità e ricchezza per l’intera umanità, anche se momentaneamente possono fare pensare a vantaggi politici ed economici e a guadagni leciti e illeciti per chi le fa.

Gli storici esprimono le loro valutazioni dopo che è trascorso un ragionevole tempo per potere analizzare criticamente ed esprimere giudizi storici su atti e comportamenti individuali e collettivi, non volendo esprimere valutazioni moralistiche, né ideologiche né religiose.

Lo storico non si occupa della morale umana, anche se ha la propria visione etica.  Grazie allo studio delle fonti, dei documenti e dei reperti storici, alle testimonianze dei sopravvissuti, lo storico “ricostruisce”, nei limiti del possibile e consentiti dalle conoscenze che si hanno, i fatti della Storia per quello che hanno causato, determinando anche la portata degli eventi e i cambiamenti Istituzionali, degli Stati e delle Democrazie nel mondo.

Qualsiasi singolo cittadino può farsi una idea sulle dinamiche dei fatti storici contemporanei, valutandone gli aspetti umani e morali. Trump, Putin, tutti i dittatori e gli autocrati esistenti possono decidere le sorti delle loro nazioni e di quelle che non sono di loro pertinenza perché sono stati votati democraticamente o si presume che lo siano stati, come nel caso di Putin?

Ciò presupporrebbe a livello internazionale la legge del più forte, giustificando l’uso della violenza gratuita e non condivisa in una civiltà umana che nei secoli si è data norme, codici di Diritto nazionale e internazionale per comporre le controversie tra gli Stati e prevenire le guerre tra gli stessi, foriere queste di grandi tragedie: massacri, torture, morti, distruzioni di territori.

Dopo la disastrosa Seconda guerra mondiale che ha visto partecipare quasi tutte le nazioni del mondo, in Europa ha prevalso la pace, una pace che si è dimostrata un “ottimo affare” per i cittadini europei. Esiste una “convenienza” individuale e collettiva alla pace, capace di determinare la tranquilla convivenza tra i popoli, con positive ricadute sulle relazioni internazionali?

È possibile “una pace disarmata e disarmante”, come afferma Papa Leone XIV? È forse pensabile che un singolo uomo, dittatore o autocrate, decida con la forza delle armi, e non del diritto internazionale riconosciuto dai popoli, le sorti degli altri popoli e degli altri Stati, rifiutando la possibilità di un consenso e riconoscimento planetario affidato ad organismi condivisi democratici e politici, come l’Onu e altri consessi istituzionali?

Mi sembra giusto ed eticamente valido l’argomento che la comunità internazionale debba intervenire con le sue deliberazioni e risoluzioni vincolanti per arginare la prepotenza violenta e guerrafondaia di tutti i dittatori e di tutti gli autocrati, reali o finti democratici.

Tonino Calà

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