La storia della Sicilia tra medici e Premio Telamone; il Circolo di Giuseppe Iatì ospita Paolo Cilona

redazione
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Montallegro (AG) – Sabato 20 giugno 2026, il “Circolo Culturale Giovanni Meli Montallegro APS”, guidato dal giovane Presidente Giuseppe Iatì, ha ospitato un importante appuntamento dedicato alla memoria storica della professione medica nel territorio agrigentino. L’evento, tenutosi presso l’Aula Multimediale “Ercole Agatino Longo” di Montallegro, ha visto la presentazione dell’opera “Medici della Terra Agrigentina” di Paolo Cilona, Presidente del Ce.p.a.s.A.

​A coordinare l’incontro è stata la Dott. Margherita Trupiano, che ha introdotto i saluti istituzionali da parte del Sindaco di Montallegro, Giovanni Cirillo, del Presidente della Pro Loco Herbessus di Grotte, Filippo Vitello, e i successivi interventi affidati allo stesso Presidente del Circolo, al Cav. Etta Milioto e all’Avv. Diego Guadagnino, i quali hanno approfondito la storia dei medici che hanno segnato profondamente la nostra terra.

​Sotto la direzione artistica dello stesso Iatì e di Fabrizio Randazzo, l’appuntamento è stato impreziosito dalle letture interpretate dalle proff. Giuseppina Mira e Delia Todaro, insieme a Noemi Mangiavillano, Chiara Bonifacio, Vera Di Francesco, Tania Cutugno e Liliana Arrigo.

​In questa cornice di stima e condivisione, il Presidente del Circolo “Giovanni Meli” ha voluto omaggiare l’ospite d’onore con un riconoscimento; un gesto a cui lo stesso Cilona ha risposto consegnandogli un prestigioso attestato di merito, elogiando l’impegno dei giovani che si spendono per la cultura.

​Proprio Cilona, oltre a essere un rinomato studioso e scrittore, è il padre e l’anima del celebre Premio Telamone. Da quasi mezzo secolo, questa rassegna rappresenta una delle vette più alte della cultura siciliana, con una storia legata a figure del calibro degli scrittori Leonardo Sciascia (1978) e Andrea Camilleri (1979), del poeta Ignazio Buttitta (1981), dello scienziato Antonino Zichichi (1982), dell’attore Nino Bellomo (1994), fino a Fratel Biagio Conte con il Premio Telamone per la Pace (1998) e al duo Ficarra e Picone (2004). È in questo contesto di altissimo valore che si è voluto tracciare un ponte ideale tra l’esempio dei grandi maestri e il futuro delle nuove generazioni.

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