“Limes. Tentativi di rinascita” personale di Luca Grossi all’Officina degli Artisti

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Dal 13 al 20 febbraio 2026 Officina degli Artisti di Caltanissetta ospita “Limes. Tentativi di rinascita“, mostra personale di Luca Grossi, a cura di Manfredi Spagnoli, Alberto Antonio Foresta e Noemi Ballacchino. Vernissage il 13 gennaio alle ore 20.
Il progetto espositivo si configura come un attraversamento del limite – limes appunto – inteso non solo
come soglia sica o temporale, ma come spazio fragile e instabile in cui memoria, perdita e possibilità di
rinascita si confrontano.

Il lavoro di Luca Grossi nasce da una riflessione profonda sul tempo e sulla sua azione dissolutiva. Le opere
non si offrono come semplici immagini, ma come tracce, residui di una ricerca che interroga il senso della
presenza umana, il significato del passaggio e della ne.
La temporalità, nelle sue opere, appare sospesa e
precaria: è proprio in questa instabilità che si apre la tensione verso una comprensione più intima
dell’esperienza.
La fotograa, inizialmente strumento di conservazione della memoria, si riduce progressivamente a frammento, a indizio parziale. Non restituisce una totalità, ma attiva una narrazione soggettiva e discontinua. Da questi frammenti prende avvio il processo creativo: un lavoro di riconoscimento e
ricomposizione di immagini sedimentate nell’infanzia, memorie familiari,
oggetti comuni, fotograe
d’archivio, capaci di riattivare stati emotivi remoti. La memoria, in questo senso, non è un archivio neutro,
ma una materia viva che si trasforma sotto la spinta dell’emozione.

Il gesto artistico diventa allora un tentativo di sospendere il tempo, di arrestarne l’erosione prima che le
emozioni non ancora fissate si dissolvano definitivamente. La frammentarietà delle opere – immagini
isolate, interrotte, talvolta riassorbite nello spazio della parete – riflette una dimensione mentale più che
fisica, una geografia interiore in cui il ricordo affiora e subito si ritrae.

In alcuni casi, piccoli lavori si aggregano, costruendo una narrazione più ampia ma sempre fragile, prossima
all’evanescenza. La fisicità dell’opera sembra attenuarsi, avvicinandosi a un confine in cui la presenza
diventa intuizione e la fragilità assume una forza drammatica.
Elemento centrale della ricerca di Grossi è il bianco, inteso come soglia cromatica e deposito di tempo. Le
superfici pittoriche nascono da una stratificazione complessa di pigmenti, incarnati, argilla e cenere, lavorati
bagnato su bagnato in sedute successive. Ogni strato non cancella il precedente, ma lo ingloba, generando
una vibrazione sottile fatta di residui cromatici e presenze latenti.

In questo spazio sospeso, le figure appaiono e si dissolvono: profili che emergono dal fondo per poi ritirarsi,
tracce di volti trattenute solo per un istante. Alcune opere si riducono a campiture quasi interamente
bianche, segnate da minimi bagliori o linee residue, come reliquie di un’immagine ormai perduta.
Il bianco diventa così intervallo, campo di possibilità, tempo condensato e memoria sospesa. È materia
dell’oblio e, insieme, luogo di una possibile rinascita
. Le presenze che lo abitano non sono mai denitive:
sono segni in transito, testimonianze della tensione continua tra memoria e cancellazione.
Con” Limes, Tentativi di rinascita” Luca Grossi restituisce all’opera una dimensione inquieta e
profondamente umana: un pensiero incarnato nella materia, capace di trasformare la dissoluzione in
presenza intuita
e di collocare l’esperienza estetica nel cuore della riflessione contemporanea sul tempo e
sulla memoria.

Alberto Antonio Foresta, curatore della mostra, ha dichiarato “L’arte a volte nasconde una profondità che non viene celata, questo è il presupposto di Grossi, un artista incredibile fuori da ogni convenzione di mercato, la sua è un’arte intima, primitiva, radicale, che mostra un’animo inquieto ma sincero, che non fa sconti all’osservatore e si mostra nella sua più sfumata verità, quella della memoria.

Conosco Luca da tanti anni, con lui ho trascorso uno dei periodi più belli, insieme abbiamo partecipato a numerose mostre in tutt’Italia e ho sempre osservato i suoi lavori con ammirazione, mi ha insegnato l’urgenza di fare arte. Le sue opere non sono rassicuranti ma sono pure. Abbiamo scelto di fare una personale di Grossi come seconda mostra evento, perché crediamo che serva conoscere un linguaggio nuovo, vogliamo questa volta mettere alla prova l’osservatore, continuare il nostro progetto di risvegliare le coscienze del territorio dal tepore culturale in cui viviamo.

Per troppo tempo a Caltanissetta si è scelto di veicolare “artisti” del territorio più per comodità che per talento, la nostra ambizione, lo sottolineo ancora una volta, è capovolgere questa tendenza, lo facciamo con grande senso di responsabilità, ma anche con cognizione e professionalità, lo facciamo con fatica ma per farlo ancora e sempre meglio abbiamo bisogno del pubblico, abbiamo bisogno che la gente conosca il nostro spazio, lo frequenti, lo commenti, lo viva”.


Nota biograca
Luca Grossi nasce a Ceprano (FR) l’8 maggio 1980. Sin dall’infanzia coltiva una forte passione per il disegno,
che ffianca presto alla pittura e a prime forme sperimentali. Nel 2005 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di
Frosinone, dove approfondisce tecniche e linguaggi eterogenei che orientano la sua ricerca. Le sue opere,
spesso seriali, evocano memorie familiari, paesaggi e ricordi d’infanzia legati ai temi della morte, della
perdita e della dimenticanza. Espone in numerose città italiane ed estere; attualmente vive e lavora ad Arce.

Limes. Tentativi di rinascita Mostra personale di Luca Grossi a cura di M. Spagnoli, A. A. Foresta, N. Ballacchino

Dal 13 al 20 febbraio 2026

Vernissage: venerdì 13 febbraio 2026, ore 20.00

Officina degli Artisti Via Tortorici 12, Caltanissetta

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