Marcia per la Pace dei laici cattolici a Caltanissetta

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Le Aggregazioni laicali della diocesi di Caltanissetta hanno celebrato la preparazione al Natale sabato 20 dicembre con una marcia per la pace conclusa in Cattedrale dove il Vescovo mons. Mario Russotto ha celebrato la S. Messa.

Il corteo è partito dalla chiesa Regina Pacis, a sottolineare proprio il legame tra Maria e la Pace, dopo un anno in cui gli orrori della guerra hanno insanguinato il mondo con particolare violenza, dall’Ucraina alla Palestina, in tutti i continenti del mondo, mentre dalla società civile e dai giovani molto più che dai governi e dalle diplomazie internazionali è venuto un impegno e una mobilitazione per la pace.

Le aggregazioni laicali, giudate dal Segretario diocesano Edoardo Vagginelli, i gruppi, i movimenti, tra essi l’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) hanno animato una marcia silenziosa per le strade cittadine, attraversando le strade illuminate in cui si celebra il Natale del consumo e dell’indifferenza, fino a raggiungere la cattedrale in cui hanno dedicato alla pace la loro preghiera e il loro impegno anche per il futuro a far vivere la pace nella concretezza della quotidianità, a partire da sè, dalle proprie famiglie, dal proprio luogo di lavoro, dagli ambiti sociali in cui ciascuno vive e opera.

Il Vescovo Mario nella sua omelia ha sottolineato il valore dell’unità come premessa della pace e come condizione per raggiungere la santità, “il sogno e il progetto di Dio su di noi”.

L’unità come esperienza di bellezza affascinante di essere una cosa sola, una Chiesa sola – ha proseguito -: ciascuno con i suoi colori, ma insieme siamo l’arcobaleno di Dio. Perché i colori insieme diventano bianco, e dunque santi e immacolati nell’amore. Ognuno di noi, ogni associazione, è come un raggio di un unico sole, e non ci sono raggi più importanti degli altri, dobbiamo guardare tutti nella stessa direzione, tutti chiamati alla santità. Così dobbiamo camminare nella vita, aiutandoci gli uni gli altri, per incoraggiarci, spronarci, spingerci a vicenda, ed essere santi e immacolati nell’amore. Non massificati ma identificati, come persone, siamo il popolo di Dio.

Questo è il mistero del Natale – ha concluso il Vescovo – perché è lo scopo per cui Lui viene, non tradiamo questo sogno di Dio, non voltiamo le spalle a questo disegno del Signore e accogliamo il Bambino Gesù, ritrovando il coraggio di essere bambini come Lui, con semplicità, con stupore, senza spreco di parole. Sempre insieme, perché l’annuncio diventi credibile. Santi o niente, per essere somiglianza di Dio nella storia”.

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