Marianopoli, tensione in Consiglio: l’opposizione attacca la maggioranza, “crisi politica evidente”

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dal gruppo Forza Democratica Marianopoli riceviamo e pubblichiamo:

Nel Consiglio comunale di Marianopoli si accende il confronto politico sulla tenuta dell’amministrazione. Nel corso della seduta del 23 giugno, dedicata alla surroga di un consigliere e all’elezione del nuovo Presidente del Consiglio, il gruppo di opposizione “Forza Democratica Marianopoli” ha sollevato forti critiche nei confronti della maggioranza, parlando apertamente di una crisi politica ormai evidente.

Secondo quanto evidenziato in aula dal capogruppo dell’opposizione, Calogero Casucci, nelle ultime settimane si sarebbe verificata una serie di cambiamenti rilevanti all’interno dell’amministrazione: la revoca da Vicesindaco del Dott. Francesco Baldi, le dimissioni dell’assessore Nanni Cannavò e, soprattutto, le dimissioni della Presidente del Consiglio comunale Maria Luisa Calabrese, che ha lasciato anche il suo incarico da consigliere.

Per l’opposizione, tali eventi non rappresenterebbero episodi isolati, ma la manifestazione di una più ampia crisi interna alla maggioranza, che avrebbe progressivamente perso coesione e capacità di governo. Nel suo intervento, Casucci ha sottolineato come per mesi siano state rappresentate all’esterno condizioni di compattezza che, a suo dire, non corrisponderebbero alla reale situazione politica.

Nel mirino anche la gestione dei rapporti interni alla coalizione di governo, descritta dall’opposizione come caratterizzata da tensioni, difficoltà di confronto e mancanza di dialogo. Una situazione che, sempre secondo il gruppo consiliare, avrebbe portato all’attuale fase di instabilità amministrativa.

L’intervento ha inoltre richiamato l’attenzione sulle possibili ricadute per la comunità locale, con riferimento alle esigenze dei cittadini, delle famiglie e delle attività economiche del territorio, che rischierebbero di risentire delle difficoltà politiche in corso.

Nel finale, l’opposizione ha chiesto chiarezza alla maggioranza, invitandola a dichiarare pubblicamente se disponga ancora di numeri e condizioni politiche sufficienti per garantire la prosecuzione del mandato amministrativo e per assicurare una guida stabile alla città.

Con un intervento del Consigliere Calogero Vaccaro, l’opposizione ha fortemente criticato la scelta di eleggere Presidente il Vice Sindaco Giuseppe Vullo e non un Consigliere Comunale sostenendo che pur non emergendo, allo stato, profili di illegittimità rispetto al cumulo delle cariche di Vice Sindaco (o assessore) e di Presidente del Consiglio comunale. Tuttavia, la questione apre un evidente fronte politico-istituzionale che va oltre il piano strettamente normativo.

La legittimità formale, infatti, sostiene l’opposizione, non esaurisce la valutazione sulla qualità delle scelte di governo locale. Accanto alle norme, assume rilievo il principio di opportunità politica, che riguarda l’equilibrio tra gli organi del Comune e la percezione di credibilità delle istituzioni da parte dei cittadini.

Il Presidente del Consiglio comunale è una figura centrale nell’architettura dell’ente: ha il compito di garantire il corretto funzionamento dell’assemblea, tutelare il confronto tra maggioranza e opposizione e rappresentare l’intero Consiglio nella sua unità. Per questo motivo, il ruolo è chiamato a essere percepito come imparziale o comunque super partes rispetto alle dinamiche dell’esecutivo.

La sovrapposizione con incarichi di governo, come quello di Vice Sindaco o assessore, pur non vietata dall’ordinamento, introduce però una commistione di ruoli che può incidere sulla percezione di autonomia e neutralità della Presidenza del Consiglio.

Non si tratta quindi di una questione di legittimità, ma di equilibrio istituzionale: il funzionamento del Consiglio comunale richiede condizioni di massima chiarezza nei ruoli e nelle funzioni, senza ambiguità tra indirizzo politico ed esercizio delle funzioni di garanzia.

Una distinzione netta tra funzione esecutiva e funzione di controllo e garanzia rappresenta, in questo senso, un elemento essenziale della qualità democratica dell’ente.

Alla luce di queste considerazioni, il cumulo delle due funzioni, sebbene consentito, viene giudicato non opportuno sotto il profilo politico-istituzionale, poiché rischia di indebolire l’equilibrio tra gli organi e la percezione di imparzialità del Consiglio comunale.

Da qui l’invito dell’opposizione a una riflessione all’interno dell’assemblea civica, affinché la scelta venga eventualmente rivalutata alla luce delle esigenze di trasparenza, equilibrio e piena garanzia del ruolo del Consiglio.

Il dibattito in Consiglio comunale conferma dunque un clima politico teso, con la richiesta di maggiore trasparenza e chiarezza sul futuro dell’amministrazione comunale di Marianopoli.

Marianopoli 24 giugno 2026

Il gruppo Consiliare di opposizione

 “Forza Democratica Marianopoli

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