Naufraghi

redazione
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di Tina Duminuco

La nave era già lontana, quello che rimaneva della nave. Dopo essersi in inclinata su un fianco si
era capovolta, aveva tentato di rialzarsi girando su se stessa, era tornata a capovolgersi, pezzi dello
scafo si erano staccati. Una parte della prua ancora si alzava e si abbassava tra le onde, legni piccoli
e grandi erano sparsi ovunque. Le punte degli gli alberi qui e là affioravano, parti delle vele si
gonfiavano sulle onde e poi piene d’acqua scendevano sotto, in fondo, come aquiloni planavano
sempre più giù. Braccia si alzavano aggrappate ai relitti, bocche gridavano, il mare le riempiva…e
scomparivano…
“ Io sono qua, ho trovato un posto sulla zattera. Siamo tanti uno sopra l’altro, ci stringiamo per stare
caldi. Un groviglio di persone, un gomitolo di braccia che si sostengono con le unghie piantate nella
carne. Io tengo mio figlio con una mano, lui è freddo, il suo corpo entra ed esce dall’acqua, io lo tiro
su, ma non si muove da un po’. Io non lo lascio, non voglio che il mare se lo porti via. Si è già preso
mio fratello non gli darò il mio figlio bellissimo…”
“ Chiamate aiuto fratelli, gridiamo tutti insieme. Qualcuno ci sentirà, verranno certamente…ci
vedranno. Là all’orizzonte si vede un puntino bianco, forse è una vela, forse è un’isola…ci
vedranno!”-
“ Io non vedo niente, c’è una grande nuvola nera che avanza verso di noi e un’onda altissima che ci
travolgerà. Siamo perduti! ”-
-“Non temere il vento ci spingerà avanti prima che arrivi la pioggia!”

” Se Dio Vorrà”
“ Salite uno sopra l’altro fate una piramide umana e sventolate quella camicia bianca, così forse
così ci vedranno.. Accendete un fuoco, una luce la vedranno certamente!…”
“Se Dio vorrà”…

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