Nello Ambra trionfa sulle acque dello Stretto di Messina, nella 14° traversata della sua vita, sempre dedicata alla sensibilizzazione per la donazione del sangue: testimonial dell’impegno civile e della solidarietà, 80 anni d’oro di un cittadino esemplare di Caltanissetta che tutta l’Italia ammira e ci invidia.
E’ il simbolo della capacità di affrontare sfide che sembrano impossibili per una buona causa per la comunità, distrugge lo stereotipo del nisseno rinunciatario, apatico, pronto a lamentarsi ma non ad affrontare le situazioni critiche e risolvere i problemi. Ha l’età di tantissimi nisseni “diversamente giovani” ma non ha mai rinunciato a testimoniare con il suo impegno la possibilità di farcela, di sfidare i limiti ritenuti naturali, di fare vincere la determinazione e la buona volontà, con l’allenamento, la pazienza, la fiducia in se stessi.
Oggi è arrivato anche il messaggio di congratulazioni dell’Amministrazione comunale: “Nello Ambra non si è mai nascosto dietro un problema ma si è sempre esposto proponendo, con garbo, delle soluzioni concrete per poterlo risolvere. Un esempio luminoso di passione, tenacia e vitalità – lo ha definito l’assessore allo sport Toti Petrantoni -. Il suo ulteriore traguardo personale, durante la Traversata dello Stretto, dimostra che la forza di volontà e la costanza non hanno età”.
Nello Ambra a 80 anni nella traversata di ieri ha persino migliorato di 15″ il suo tempo da record, toccando la sponda calabrese in 1 h,06′,35”(un’ora, 6 minuti e 35 secondi), capovolgendo ogni pronostico e perplessità:
“Sono veramente contento che sia andato tutto bene– ha dichiarato a poche ore dall’impresa – anche se il mare apparentemente calmo, in diversi punti dello Stretto i flutti non hanno fatto mancare la loro presenza e anche la corrente ha svolto bene il suo ruolo. La mia piccola esperienza mi ha aiutato a contrastare bracciata dopo bracciata i momenti più difficili. È bene quel che finisce bene”.
La modestia è una delle caratteristiche tipiche di questo nostro campione, che non si erge sugli allori, ma sottolinea sempre la finalità solidale del suo impegno:
“Ogni mia traversata non è alla ricerca del record, ha altre finalità ormai note, sensibilizzare la donazione del sangue e ringrazio la FIDAS per la fiducia che pone in me. Ma se alla fine della traversata la Federazione Italiana Cronometristi certifica che hai impiegato un’ora, 6 minuti e 35 secondi, ossia 15 secondi in meno della traversata di due anni fa, la cosa mi fa piacere”.
Lo sport è da sempre uno stile di vita per Nello Ambra, che lo pratica al di fuori dello spirito di competizione, ma come linguaggio efficace per orientare alla donazione, specialmente i più giovani, sfidati gioiosamente dalle sue 8o primavere proprio sul piano della fisicità vincente.
“Questa nuova traversata mi ha fatto riflettere: quando vediamo una partita di calcio con un pubblico che incita la squadra del cuore con entusiasmo, il telecronista afferma che il pubblico è il 12° uomo in campo. Questa è una grande verità, che fa dello sport una passione collettiva, che costruisce comunità e appartenenza.
Dico questo perché è quello che ho vissuto nei precedenti giorni fino al momento del fischio d’inizio della traversata con la presenza del mio caro amico Maurizio Nicosia in rappresentanza del direttivo e di tutti i soci dell’ Associazione “Noi per la salute – Tina Anselmi”, che ha fatto centinaia di chilometri assieme alla sua famiglia per testimoniare la vicinanza e l’affetto nei miei riguardi. Sono orgoglioso della loro stima e onorato di fare parte di un’Associazione che è diventata una importante punto di riferimento per la collettività.
Per me l’incoraggiamento, l’incitamento non è arrivato dagli spalti come nel calcio, ma dalle telefonate, dalle pacche sulle spalle, dai messaggi WhatsApp , di tanti, tanti amiche e amici in cui la stima, l’affetto e la grande e disinteressata amicizia è reciproca. Questo per me è stato uno sprone immenso, mi ha dato tanta energia, tanto incoraggiamento che mi ha fatto concludere bene la traversata”
Un esempio contagioso quello di Nello Ambra, che si è ritrovato insieme ad altri “diversamente giovani” a tentare l’impresa della traversata.
“Ho avuto il piacere di avere con me quale compagno di viaggio un giovane esordiente di 78 anni , Francesco Ragonese del Rotary di Messina, solitamente la barca di riferimento segue un massimo di tre nuotatori. Essendo a conoscenza delle mie traversate mi chiede qualche suggerimento, e gli ho dato il medesimo di due anni fa che mi avevano chiesto i giovani nuotatori alla loro prima esperienza: prima della partenza guarda il pilone della Calabria, dopodiché scordatelo e segui e guarda solo la barca che sta a pochi metri da noi, dopo alcune centinaia di metri dalla partenza non vedrai più il fondo azzurro ma di colore blu, dopo circa 1 km vedrai il fondo del mare nero per l’enorme profondità. Continua a nuotare senza mai guardare la Calabria , dopo circa due chilometri vedrai nuovamente il fondo blu, a circa tre chilometri lo vedrai nuovamente azzurro, a quel punto potrai guardare la Calabria perché ti trovi a poche centinaia di metri dalla riva e arriverai senza stress. Nella mia prima traversata non ho messo in atto questa strategia, non me l’aveva insegnato nessuno e l’ho imparato a mie spese, avevo fatto l’errore di guardare continuamente la Calabria, ahimè sembrava che non arrivassi mai, questo mi diede tanto stress, tanta fatica da farmi arrivare molto stanco a destinazione”.
E’ una strategia di vita questo non guardare la fine del percorso ma concentrarsi sul cammino:
“Il fattore psicologico è importante quando nuoti o quando fai qualsiasi sport. Lo applicai anche in occasione delle mie maratone quando vi erano delle salite importanti, non guardavo mai il vertice, per tutta la salita guardavo a terra, questo mi permetteva di arrivare nella parte finale senza sofferenza”.
Un esempio per tutti i nisseni, Nello Ambra: guardare il percorso e fare un passo dopo l’altro senza fermarsi, fino all’obiettivo finale. Senza scoraggiarsi, senza arrendersi, senza rassegnarsi. Mai



