di Ester Vitale
Alla fine ce l’hanno fatta: i ragazzi e le ragazze del Mike degli anni Settanta si sono ritrovati.
La rimpatriata si è svolta ieri sera, 29 agosto, con il primo appuntamento al mitico Mike, in Piazza Europa, da lì, come previsto dal programma scherzosamente definito “ufficiale”, il gruppo si è mosso verso via Rochester, fino a Eclettica, accanto alla Piscina Comunale, per continuare la serata con cena e musica.
Il linguaggio scelto per l’iniziativa era volutamente quello delle manifestazioni di un tempo: concentramento, corteo, comizio finale. Ma, questa volta, nessuna rivendicazione politica e nessuna parola d’ordine: l’unica vera “mozione” era quella di coccolarsi e divertirsi.
La serata è stata anche l’occasione per coinvolgere, attraverso un videocollegamento, alcune compagne e alcuni compagni che non hanno potuto essere presenti fisicamente. Un modo per allargare il tavolo, almeno virtualmente, e permettere a tutti di condividere aneddoti, saluti e qualche inevitabile “ti ricordi quando…”.
E di ricordi, naturalmente, ce ne sono stati molti. Episodi raccontati con grande convinzione, qualche dettaglio probabilmente ricostruito dalla memoria e tante risate. Perché il tempo passa, le vite cambiano, le opinioni possono anche divergere, ma alcune relazioni rimangono.
Quegli anni non furono soltanto la nostra giovinezza. Dietro un po’ di inevitabile nostalgia c’è la consapevolezza di aver vissuto una stagione formidabile della storia italiana. Gli anni Settanta furono anni di grandi conflitti e contraddizioni, ma anche di conquiste che cambiarono profondamente la società: nei diritti delle donne, nella famiglia, nel lavoro, nella scuola, nei rapporti tra le persone e nella partecipazione alla vita pubblica.
Una generazione che allora scese nelle piazze, discusse, contestò e spesso si divise, contribuì a mettere in discussione modelli sociali che sembravano immutabili. Molte delle libertà e dei diritti che oggi consideriamo acquisiti sono anche il risultato di quelle battaglie.
Per questo ritrovarsi oggi non significa soltanto ricordare come eravamo, ma anche riconoscere il valore di ciò che quella stagione ha lasciato alla società.
Ma quella di ieri non è stata una celebrazione del passato, né il tentativo di riportare indietro le lancette dell’orologio. È stata semplicemente una serata per riconoscersi ancora, dopo tanti anni, e per scoprire che dietro le persone che siamo diventate ci sono ancora i ragazzi e le ragazze che, negli anni Settanta, volevano cambiare il mondo.
Per una sera, dunque, niente divisioni e niente schieramenti.Solo la voglia di stare insieme.
E, a giudicare dai sorrisi e dalla voglia di continuare a raccontarsi, è stata probabilmente l’assemblea più riuscita degli ultimi cinquant’anni.
Alla prossima. Naturalmente, sempre in pace.
Ester Vitale





