Rendiconto sociale Inps 2025, Cisl Sicilia: “Emerge una crescita che non basta. Restano precarietà, bassi salari e il divario per giovani e donne. Serve un Patto per il lavoro di qualità”

redazione
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da CISL Sicilia riceviamo e pubblichiamo:

Palermo, 25 luglio 2026 – “Dal Rendiconto sociale Inps 2025 emerge un quadro in cui, nonostante i segnali di crescita dell’occupazione, permangono criticità strutturali che frenano lo sviluppo della Sicilia: il lavoro continua a essere troppo spesso precario, l’occupazione femminile e giovanile resta tra le più basse del Paese e il tema dei salari continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali ed economiche”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, intervenendo ieri alla tavola rotonda organizzata a Palazzo Steri, a Palermo, nell’ambito della presentazione del Rendiconto sociale Inps 2025.

“Occorre una strategia – ha aggiunto il segretario generale della Cisl Sicilia – che punti su lavoro di qualità, occupazione stabile, soprattutto per giovani e donne, sostegno alla natalità e alle famiglie, rafforzamento del welfare e della sanità territoriale. Per questo la Cisl Sicilia rilancia la proposta di un Patto per il lavoro di qualità che coinvolga Regione, parti sociali, sistema produttivo e istituzioni, con l’obiettivo di promuovere buona occupazione, valorizzare le competenze, rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro, premiare le imprese che investono nella qualità del lavoro e creare nuove opportunità per i giovani. È necessario anche affrontare con decisione la questione salariale, perché una crescita che non si traduce in retribuzioni dignitose e stabili non produce sviluppo né coesione sociale”.

Secondo il segretario generale della Cisl Sicilia è indispensabile aprire fin da ora una riflessione sul dopo Pnrr. “Con metodo partecipativo – ha sottolineato La Pianaistituzioni, enti locali, imprese, sindacati e attori sociali devono lavorare insieme alla fase che seguirà la chiusura del ciclo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso una pianificazione sistemica e strutturale che definisca le priorità strategiche della Sicilia, dia continuità agli investimenti, non disperda le competenze acquisite, rafforzi la capacità di spesa e di progettazione e accompagni la transizione economica, sociale e ambientale dell’Isola, creando sviluppo stabile e lavoro di qualità“.

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