San Cataldo, Democrazia partecipata, ammessi 5 progetti su 6, Attivarcinsieme, esclusa, chiede la sospensione dell’iter

Chiara Milazzo
Chiara Milazzo 40 Views
4 Min Leggere

Sono stati ammessi al voto cinque su sei progetti presentati per la Democrazia partecipata sancataldese, lo strumento che quest’anno ha a disposizione circa 14.500 euro per realizzare le proposte dei cittadini.

Si tratta di “Area Camper Service Acqua e Pozzetto Scarico Acque Reflue” da Gaetano Calì; “Riqualificazione della scalinata monumentale della Torre Civica” dal Comitato di quartiere Centro storico; “La villa del Benessere– Rigenerazione partecipata della Villa Comunale tra gioco, salute e prevenzione” dall’Associazione Itaca; “Luoghi, parole, musica e immagini (per la memoria)” dall’Associazione Incontriamoci in biblioteca; e “Anziani Attivi- Benessere, Socialita’ e Inclusione” dall’Associazione Mat Mat. La “Giornata della Partecipazione”, durante la quale saranno presentati i progetti ammessi alla valutazione dallo studio di fattibilità, si svolgerà lunedì prossimo 19 ottobre, alle 10, nell’aula consiliare Sen. Giuseppe Alessi.

Ad essere escluso il progetto “Scuola a Zero Emissioni” presentato dall’Associazione Attivarcinsieme. L’associazione sancataldese, dopo aver appreso la notizia da un articolo di stampa, senza aver ricevuto nessuna comunicazione formale o provvedimento scritto di esclusione, ha chiesto ufficialmente, l’accesso agli atti del provvedimento/verbale di esclusione del progetto; dei verbali della Commissione di valutazione o degli uffici tecnici relativi all’esame di fattibilità di tutte le proposte; e ogni altro atto connesso, presupposto o conseguente alla procedura di selezione.

Contemporaneamente ha diffidato e richiesto la sospensione immediata in autotutela dell’iter amministrativo del bando (compresa l’imminente “Giornata della Partecipazione” o le successive fasi di votazione).

“La prosecuzione della procedura – scrivono inoltre – in assenza di una formale notifica dei motivi di esclusione, arreca un danno grave e irreparabile alla nostra Associazione, precludendole illegittimamente il diritto di partecipazione democratica e il diritto di difesa (compresa l’eventuale presentazione di controdeduzioni o ricorsi). La sospensione – precisano – si rende necessaria per il tempo strettamente indispensabile all’esame degli atti richiesti e al ripristino delle garanzie di trasparenza e partecipazione”.

La comunicazione è stata effettuata tramite Pec indirizzata al sindaco, alla segretaria comunale, al Settore Affari Generali / Servizio Democrazia Partecipata e formalmente all’Assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica – Dipartimento delle autonomie locali – (Servizio 4 – Trasferimenti regionali agli enti locali) per gli atti di competenza.

Sono sei i progetti presentati per la Democrazia partecipata 2026 del Comune di San Cataldo e in attesa dello studio di fattibilità da parte degli uffici preposti:

“Riqualificazione della scalinata monumentale della Torre Civica” dal Comitato di quartiere Centro storico;

“La villa del Benessere– Rigenerazione partecipata della Villa Comunale tra gioco, salute e prevenzione” dall’Associazione Itaca;

“Scuola a Zero Emissioni” dall’Associazione Attivarcinsieme;

“Area Camper Service Acqua e Pozzetto Scarico Acque Reflue” da Gaetano Calì;

“Luoghi, parole, musica e immagini (per la memoria)” dall’Associazione Incontriamoci in biblioteca;

e “Anziani Attivi- Benessere, Socialita’ e Inclusione” dall’Associazione Mat Mat.

Le istanze con la richiesta di esaminare le proposte per la valutazione sono state presentate entro il termine ultimo fissato, come da avviso pubblico, al 16 luglio scorso.

Il regolamento comunale del Bilancio partecipativo prevede, oltre alla fattibilità tecnica e giuridica degli interventi, di attenersi per la valutazione del caso a criteri, quali il perseguimento dell’interesse generale e la compatibilità con i settori di intervento e con le risorse umane e finanziarie a disposizione.

Lo strumento si inserisce nel quadro della Legge Regionale n. 5/2014, che prevede l’obbligo per i Comuni di destinare almeno il 2% dei trasferimenti regionali a forme di democrazia partecipata. Quest’anno, la somma complessiva messa a disposizione per la realizzazione dei progetti ammonta a circa 14.500 euro.

Condividi Questo Articolo