San Cataldo, il centro-destra annuncia “l’ennesimo terremoto politico”

Chiara Milazzo
Chiara Milazzo 702 Views
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Arriva a seguito delle dimissioni dell’assessore Salvatore Citrano un duro intervento a firma dei gruppi consiliari di Centro Destra del Comune di San Cataldo su quello che definiscono “l’ennesimo terremoto tra Resurrezione e Passione Amministrativa”.

“Le festività pasquali si sono appena concluse: dal silenzio del Venerdì Santo siamo passati alle campane a festa della Domenica – esordiscono – Tuttavia, per la nostra città, la ‘passione’ continua sotto il peso dell’esperienza politico/amministrativa più fallimentare dell’ultimo ventennio. L’ennesimo terremoto politico a San Cataldo ha scosso Palazzo delle Spighe, un terremoto, in realtà, che non ha quasi fatto muovere i sismografi, vista l’abitudine consolidata del quinquennio, le dimissioni dell’ennesimo assessore: Salvatore Citrano. Sulla causa ufficiale dei motivi personali nutrivamo ragionevoli dubbi che sono stati brillantemente svelati dall’autorevole voce dell’Ing. Gianfranco Scarciotta – scrivono, facendo riferimento a un commento sui social – che rimprovera bonariamente il dimissionario Citrano asserendo che in politica ci si innamora, ci si fidanza, ci si sposa, si divorzia e, se necessario, si vive da separati in casa. Evidentemente Scarciotta – continuano – certifica che il problema non è chi parte, ma il clima irrespirabile che costringe alla fuga.

Comparato continua a superare nuovi record: accanto alle scarse iniziative amministrative sofferte dalla città, si contrappone un numero ormai tragicamente infinito di assessori dimissionari. L’addio di Citrano è grave per almeno due ragioni: 1) era l’unico in giunta a cercare convergenza (e forse per questo è stato gambizzato) 2) rappresentava uno degli uomini più vicini al sindaco.

ll quadro, già desolante, diventa scellerato nel momento in cui per allontanare l’attenzione mediatica dall’ennesimo fallimento si è perfidamente provato ad insinuarsi all’interno del centro destra consiliare per sostituire Salvatore Citrano. L’obiettivo è chiaro (così come è chiaro che a concepirlo non sia stato solo il sindaco): TAGLIARE TESTE. Purtroppo per Comparato, non si è ceduti al sibilo delle sirene Omeriche, e il Re e Principessa sono rimasti nudi di fronte alle intemperie dei propri fallimenti. Prevale dunque dalla nostra parte la ragione ma soprattutto adesso prevale profondo sconforto nei confronti dell’azione del sindaco Comparato, che credo sia riuscito a toccare il fondo più assoluto!

Il primo cittadino farebbe bene a concedersi un raro momento di autocritica: è statisticamente improbabile, se non rasente il delirio di onnipotenza, che il mondo intero sia in errore e che la verità risieda esclusivamente nel ristretto ‘cerchio magico’ composto da lui, la sua Vice e il Presidente del Consiglio. Quando la sedia di un assessore salta con la regolarità di un timer semestrale vi è la certificazione di un fallimento gestionale.

Come centro destra – concludono – abbiamo tentato ogni via percorribile per instaurare un confronto costruttivo, nel disperato tentativo di dare un contributo alla città ricevendo in cambio solo approssimazione, arroganza ingiustificata e, oggi, anche cattiveria gratuita. Il tempo dell’attesa è finito. L’unica cosa che rimane da fare al sindaco è capire se esistano ancora le condizioni minime per proseguire o se l’unico atto di dignità rimasto non sia quello di restituire la parola ai cittadini”.

Per quanto riguarda il successore di Citrano, Il sindaco Gioacchino Comparato ha dichiarato ieri di essere al lavoro per individuare a breve il sostituto. Il primo cittadino ha diffuso, inoltre, un comunicato nel quale “prende atto e ringrazia l’assessore dimissionario per il prezioso lavoro svolto, per l’impegno, la dedizione e la sensibilità dimostrata, con particolare riferimento alle deleghe al sociale e alla tutela dei diritti delle persone più fragili. Un contributo che dimostra quanto la scelta della sua designazione fosse corretta, e in linea con la dedizione e la qualità espressa dalla Giunta”.

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