Sciopero della fame al CPR di Caltanissetta

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Da questa mattina è partita la protesta con lo sciopero della fame degli ospiti di due moduli del CPR di Pian del Lago di Caltanissetta, che in modo non violento vogliono fare emergere le condizioni difficilissime in cui sono costretti a vivere, senza una adeguata assistenza sanitaria per diverse patologie (che non dovrebbero consentire la detenzione nel CPR), che non hanno mai certezze sui tempi di attesa in cui si determinerà la loro possibilità di rimanere o di essere rimpatriati.

Due moduli della struttura sono già in sciopero e della fame e probabilmente un terzo modulo li seguirà nella protesta.

LasciateCIEntrare” la onlus che si occupa dei migranti in Italia, in rete con altre organizzazioni, ha postato sulla propria pagina Facebook una testimonianza della drammatica realtà del CPR che pubblichiamo integralmente;

K. è in Italia da 19 anni, dopo aver ricevuto un permesso di soggiorno con regolare contratto di lavoro. Nel paese Italia perdere anni di vita insieme al permesso di soggiorno è un colpo di spugna, soprattutto dopo che le nuove norme hanno ulteriormente limitato le possibilità di rinnovo del permesso, costruendo barriere burocratiche, carte, tempi di attesa impossibili.

K. chiama il nostro telefono per annunciare che due moduli del CPR di Caltanissetta entrano da oggi in sciopero della fame permanente per denunciare i tempi lunghissimi di trattenimento e l’impossibilità di capire quando usciranno.

“ A parte le condizioni difficili di vita, l’assistenza sanitaria precaria, io qui non capisco cosa succede. Mi avevano detto che sarei stato liberato dopo 6 mesi, ma ne sono passati 9!”

M. si trova da diversi mesi trattenuto in condizioni di salute precaria, con problemi di diabete che necessiterebbero di cure adeguate “ sto sempre peggio, non capisco perché non posso uscire!”

K. si trova trattenuto da oltre 15 mesi “ sto impazzendo, non so quanto resisterò, è una condanna infinita. Non abbiamo niente da fare, di fronte a me ci sta solo il muro ed un tempo che non passa più. Ogni giorno arrivano persone nuove. Stiamo tutti cosi, sospesi senza capire niente”. “

L’incertezza e la precarietà della loro condizione, determinano dinamiche depressive spesso preoccupanti. Accanto ai migranti detenuti nel CPR il Coordinamento Provinciale Palestina Libera, coordinato dal prof. Lillo Fasciana, segnala all’opinione pubblica la necessità di un movimento di solidarietà e di un’azione che mantenga viva l’attenzione su questa realtà opaca a due passi da noi, segno di un mondo in cui i diritti umani spesso vengono ancora negati, nell’indifferenza e nel silenzio.

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