Se ne va Tony Maganuco, nel silenzio di una lunga solitudine

fiorellafalci
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Se n’è andato in solitudine, Tony Maganuco, la solitudine in cui ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, trovato esanime in casa sua dopo cinque giorni di silenzio in cui non aveva più risposto alle chiamate, in una giornata d’agosto con la città svuotata dall’evasione estiva.

Un silenzio amaro e paradossale per una persona che ha vissuto la passione della comunicazione, della costruzione di eventi di animazione sociale, di spettacolo, facendone una professione, tra intrattenimento e informazione, in Radio, nelle TV locali, sui social, organizzando spettacoli di richiamo e sostenendo progetti di lungo respiro, come il Festival Città di Caltanissetta per i giovani talenti musicali, 30 edizioni, legato al Festival di Castrocaro e al Centro di formazione diretto da Mogol che veniva a presiederne la giuria, o il Premio alla Cultura Nuccia Grosso, dedicato alla memoria di sua madre.

Figlio di due giornalisti autorevoli, Egidio Maganuco, caporedattore del Giornale di Sicilia negli anni ’60 e Nuccia Grosso, giornalista brillante e versatile, protagonista della vita sociale nissena fino alla scomparsa nel 2009, nipote di Pippo Grosso, giornalista fondatore di Radio CL1, Tony Maganuco, senza essere mai giornalista iscritto all’Ordine, aveva sperimentato in radio e in televisione una modalità di informazione dialogata di grande vivacità e notevole vis polemica: ultimamente le sue trasmissioni, “Tony Accesi”, avevano animato fin nelle aule giudiziarie gli scontri dialettici degli ospiti chiamati ad affrontare i temi dell’attualità cittadina, senza esclusione di colpi..

Aveva la passione del coinvolgimento dei ragazzi, gli studenti delle scuole, energie su cui puntare per animare la vita della città: “Tutti in classe“, i “Processi” ai personaggi storici, davano vita a competizioni che impegnavano per mesi intere classi delle scuole superiori con risultati spesso notevoli anche dal punto di vista culturale.

Con “Caltanissetta racconta la sua storia 1950-2000” aveva portato in teatro e poi in un docufilm di quasi due ore, la storia e la cronaca di Caltanissetta della seconda metà del ‘900, con immagini e documenti di grande interesse.

Complicati e spesso burrascosi i suoi rapporti con le pubbliche amministrazioni, sempre più distanti, nel loro operato, dalla sua visione di città e dal suo metodo professionale, nei confronti delle quali non lesinava polemiche al vetriolo che probabilmente non l’hanno aiutato a reinserirsi nei circuiti dell’organizzazione degli spettacoli in cui aveva maturato le sue esperienze più significative.

E’ stato sempre autentico, anche nelle sue punte polemiche, esponendosi senza rete con la forza delle sue convinzioni che riteneva indiscutibilmente valide, fedele a se stesso. Forse per questo sempre più solo. Fino all’ultimo giorno

Ai familiari di Tony Maganuco le condoglianze della Redazione

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