Italia Nostra: Ancora sulla questione della statua abusiva della “Madonna dello scoglio” di Manfria

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da Italia Nostra Sicilia riceviamo e pubblichiamo:

Lo scorso 17 agosto 2026, con riferimento alla ormai ben nota statua della “Madonna dello scoglio” di Manfria, avevamo scritto: «[…] Insomma: è chiaro che in assenza delle necessarie autorizzazioni siamo di fronte a un abuso. Con tutto il rispetto per il valore simbolico della statua e la devozione verso la Madonna. Dunque, in attesa delle risultanze della istituzioni competenti, noi di Italia Nostra possiamo affermare che la statua della Madonna collocata sullo scoglio del litorale di Manfria va rimossa perché altera la naturalità del luogo e la sua identità paesaggistica e perché rappresenta un pericolo per l’incolumità dei bagnanti». A seguito del nostro esposto-comunicato si è scatenato un accesissimo confronto dialettico tra i cittadini di Gela, piuttosto interessante. Questo, nel persistente silenzio delle istituzioni competenti. Ieri, 20 agosto 2026, l’intervento della Chiesa, ovvero del vicario foraneo, don Luigi Petralia.

Ecco le sue parole: «Nonostante ogni intenzione di chi ha posto questo segno cristiano in così grande evidenza, improvvisare autonomamente una tale forma di devozione in luogo pubblico e in forma stabile non può essere accettato. Non è questa la modalità di testimoniare la nostra fede cristiana. Pensiamo a cosa accadrebbe se chiunque mettesse statue devozionali in giro per la città. Nessuno può occupare un luogo pubblico per manifestazioni culturali o religiose senza autorizzazioni. La sana devozione cristiana è lontana da una invasione simbolica di questo genere. Una statua può essere posta liberamente nella propria casa, nel proprio giardino o in un terreno privato, ma non in un’area pubblica senza seguire le regole dello Stato. Esporre un simbolo religioso, infatti, impone l’osservanza di vincoli paesaggistici, ambientali e di sicurezza. Non si è liberi di fare quel che si vuole, né in ambito religioso né in ambito civile. La Chiesa non è stata coinvolta in alcun modo nell’iniziativa: da parte nostra non ci risulta alcun coinvolgimento o richiesta sull’installazione di quella statua. Spetta all’autorità statale l’iniziativa di rimuovere un abuso edilizio-monumentale posto senza le necessarie valutazioni e autorizzazioni».

Dunque: la Chiesa si è pronunciata chiaramente. Adesso dovrebbero arrivare le risposte e le determinazioni del Comune di Gela, della Soprintendenza e degli altri enti pubblici preposti alla tutela dei beni culturali e ambientali e alla sicurezza dei cittadini. Noi di Italia Nostra, venuti a conoscenza del fatto, abbiamo sentito il dovere di intervenire con chiare argomentazioni tecnico-giuridiche e culturali. Ma diciamolo: la questione della statua abusiva della “Madonna dello scoglio” di Manfria, nei giorni precedenti al nostro intervento, appariva  confinata alle solite chiacchiere da bar e galleggiante nella grigia indeterminazione delle istituzioni competenti.

Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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