da Salvatore Pelonero, Presidente provinciale AUSER riceviamo e pubblichiamo:
Oggi sento il dovere, prima ancora che istituzionale, profondamente civile, di prendere parola su un tema che riguarda il presente e il futuro della nostra comunità.
Parliamo di un intervento strategico del PNRR, dedicato alla riqualificazione degli immobili per garantire l’autonomia degli anziani non autosufficienti e al potenziamento della rete dei servizi legati alla domiciliarità nel Distretto socio sanitario n. 8 di Caltanissetta.
Non è un progetto qualunque.
È un’occasione concreta, già finanziata, pari a oltre 2,4 milioni di euro.
È una possibilità reale di cambiare la vita delle persone.
Eppure, ad oggi, dobbiamo prendere atto di un dato che non può lasciarci indifferenti: il percorso non risulta ancora attivato.
Questo, permettetemi di dirlo con chiarezza, è un fatto grave.
Perché qui non stiamo parlando di numeri, ma di persone.
Parliamo di anziani soli, di fragilità spesso invisibili, di cittadini che vivono condizioni di isolamento, di marginalità, di bisogno quotidiano.
Questo intervento avrebbe una funzione decisiva:
* intercettare queste fragilità prima che diventino emergenze
* rafforzare i servizi domiciliari con servizi di alta tecnologia digitale
* creare una rete integrata tra pubblico, terzo settore e comunità
* generare modelli di innovazione sociale replicabili
* costruire infrastrutture sociali che producono valore, non solo assistenza
Non è assistenzialismo. È investimento sociale. È sviluppo del territorio.
Significa creare occupazione qualificata, attivare competenze, generare economia sociale, rafforzare il senso di comunità.
Significa, soprattutto, restituire dignità alle persone.
E allora la domanda è inevitabile: perché il Distretto, con il Comune di Caltanissetta capofila, non ha ancora attivato questo percorso?
Non possiamo permetterci ritardi.
Non possiamo permetterci immobilismi.
Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità.
Perdere queste risorse significherebbe perdere molto più di un finanziamento.
Significherebbe perdere una visione.
Significherebbe tradire un bisogno reale del territorio.
E sarebbe, senza mezzi termini, un atto di grande irresponsabilità collettiva.
Come Auser, come realtà che ogni giorno vive accanto agli anziani, alle loro storie, alle loro fragilità ma anche alla loro straordinaria ricchezza umana, sentiamo il dovere di lanciare un appello chiaro: attiviamo subito questo percorso.
Coinvolgiamo il territorio. Apriamo al partenariato sociale.
Costruiamo insieme un modello che non sia solo risposta, ma visione.
Il tempo del PNRR non è infinito. Le occasioni non tornano.
Sta a noi decidere se vogliamo cambiare. Noi abbiamo deciso
Salvatore Pelonero
Presidente Provinciale AUSER

