Colpita dai raid israeliani la chiesa cattolica di Gaza. Il Patriarca ortodosso di Gerusalemme chiede il rispetto dei diritti umani

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Dichiarazione del Patriarcato di Gerusalemme sulla Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza

Il Patriarcato di Gerusalemme esprime la sua più ferma condanna e denuncia dell’attacco che ha colpito la Chiesa cattolica della Sacra Famiglia nella città di Gaza. Questo attacco ha causato gravi danni e vittime all’interno del complesso parrocchiale, mettendo in pericolo la vita di persone innocenti, in particolare persone con disabilità e sfollati che avevano trovato rifugio sicuro all’interno della chiesa.

Colpire un luogo sacro che in questo momento accoglie circa 600 sfollati — la maggior parte dei quali sono bambini e 54 persone con disabilità — rappresenta una violazione flagrante della dignità umana e un’evidente profanazione della sacralità della vita e dei luoghi religiosi, che dovrebbero essere rifugi sicuri nei tempi di guerra.

Il bombardamento ha distrutto ampie porzioni del complesso, costringendo le persone con disabilità a evacuare l’area; alcune di loro non hanno potuto ricevere i respiratori di cui dipendono per sopravvivere, con un rischio diretto per le loro vite.

In questo momento critico, il Patriarcato ribadisce che le chiese sono fari spirituali e umanitari, al servizio di tutti senza discriminazioni. Si appella inoltre alla comunità internazionale e alle agenzie delle Nazioni Unite affinché forniscano protezione urgente alle istituzioni religiose e ai centri umanitari nella Striscia di Gaza, e garantiscano il rispetto del diritto internazionale umanitario, che proibisce il targeting di civili e luoghi di culto.

Le nostre preghiere accompagnano le persone colpite, e speriamo che la saggezza possa prevalere sulla macchina della guerra e che la voce della misericordia superi il fragore del fuoco.

Teofilo III di Gerusalemme

Primate della Chiesa ortodossa di Gerusalemme.

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