Bompensiere al voto il 24 e 25 maggio, due candidati Sindaci, respinta l’invasione “fiammeggiante”…

Toti Saia
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Nostalgici d’altri tempi e d’altri lidi in azione, presentavano una lista di nove candidati con il simbolo della “Fiamma tricolore” che richiama quel “Movimento sociale” di matrice identitaria post fascista!

Scrive Mulè Bartolo nel suo libro pubblicato nel 1898 «La rivoluzione del 1848 e la Provincia di Caltanissetta» nella pagina dedicata a Bompensiere: «La pubblica tranquillità… veniva minacciata per l’opera di un tristo cittadino… turbolento e proclive al sangue varie volte attentò alla vita di cittadini onesti e pacifici, quantunque rivestiti di autorità…»,

La storia però ci racconta che il citato «turbolento», altri non era che un ribelle, un contestatore delle vessazioni di quella autorità che agiva non proprio negli interessi dei cittadini, e della povera gente in particolare.

L’«avventurosa comparsa» dei nostalgici della «Fiamma tricolore» a Bompensiere, di converso, appare come la similitudine di una «minaccia della pubblica tranquillità» in un piccolo centro che, nel quieto vivere, conduce il suo presente incardinato tra l’esperienza di un passato non certamente florido nei numeri (abitanti e status socio-economico) e un futuro di speranza, il tutto in divenire in concreta fattibilità di crescita economico-sociale.

A volte ritornano. O forse – come in effetti è – non se ne sono mai andati. Il verbo va poi declinato al singolare perché la protagonista è un sostantivo femminile: la fiamma tricolore. Quella che campeggia anche nel simbolo del primo partito di governo italiano.

In questo caso però parliamo del partito Fiamma Tricolore. Il partito di ideologia neofascista fondato il 3 marzo 1995 da Pino Rauti e da quegli esponenti del Msi che si opposero alla svolta di Fiuggi che portò alla trasformazione in Alleanza Nazionale. Sopravvissuta a fatica – dopo più di 30 anni a mille diaspore, scissioni, fratture, controversie giudiziarie e personalismi tra camerati, la Fiamma Tricolore torna più o meno in sordina e corre alle prossime elezioni amministrative in alcuni piccoli, piccolissimi comuni. (da «La Repubblica» del 30 aprile 2026)

La lista della «Fiamma» a Bompensiere quindi, con candidato Sindaco Giuseppe Manoli, «era» composta interamente da candidati non residenti a Bompensiere. Il verbo «era» è di rigore, perché la Commissione Elettorale Circondariale ha riscontrato delle irregolarità e quindi l’ha esclusa dalla competizione elettorale. Un sospiro di sollievo per i suoi abitanti?

In ogni caso, a parte ogni possibile similitudine in «tranquillità turbata», sarebbe stato uno smacco verso una comunità che proprio nel recente mese di febbraio di quest’anno con una delibera del Consiglio comunale ha revocato la cittadinanza onoraria proprio a Benito Mussolini, con la motivazione che la sua figura è «diventata successivamente (al conferimento) oggetto di un generale e condiviso giudizio negativo in quanto egli attuò provvedimenti, leggi ed azioni soppressivi delle libertà civili, politiche e sociali ed agevolò, dopo la promulgazione delle leggi razziali, l’immediata deportazione degli ebrei presenti in Italia».

Volendo rientrare nel concetto di «riacquistata tranquillità», appare quasi un «dire ed un fare», il possibile richiamo della «divina provvidenza» di manzoniana memoria, l’evento dell’esclusione della lista di candidati «nostalgici», i cui possibili obiettivi politico-amministrativi non avevano verosimilmente alcun ché di legame con il territorio di Bompensiere, con i suoi abitanti, le sue tradizioni e la sua condivisione sociale nella voglia di futuro.

Ora sono rimaste due liste, una fa capo al Sindaco uscente avvocato Salvatore Virciglio e l’altra, suppostamente ed inizialmente civetta per arginare l’assalto dei «nostalgici», al signor Libretta Lucio da qualche anno trasferitosi con la sua famiglia a Bompensiere.

«Il nostro obiettivo, dichiara il Sindaco Virciglio, è chiaro: valorizzare quanto di positivo è stato realizzato nel precedente mandato, facendo tesoro delle esperienze maturate e affrontando le criticità emerse. Non si tratta di una semplice prosecuzione, ma di un’evoluzione consapevole, capace di adattarsi alle nuove esigenze della comunità e ai cambiamenti del contesto economico e sociale».

Da notare che non hanno riconfermato la propria candidatura il professor Giosuè Marotta, già candidato a Sindaco nella precedente competizione elettorale ed attuale capo gruppo di minoranza, la professoressa Calamera Angela, vice presidente del Consiglio comunale ed il sottoscritto, Presidente del consiglio comunale.

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