Mussomeli non dimentica e fa tesoro dell’insegnamento a cui, per gran parte della sua vita, si dedicò anima e cuore la scrittrice Maria Sorce Cocuzza, ovvero raccogliere, custodire e tramandare per iscritto il culto della memoria in tutte le sue declinazioni. Autentici tesori da affidare alle nuove generazioni affinché mai venga meno la consapevolezza che, se i frutti svettano in alto ben visibili e invitanti, sono le radici sotterranee e invisibili ad alimentarli con la linfa inesauribile che suolo i luoghi natii sanno dare.
E così sabato 6 settembre, a distanza di dieci anni dalla scomparsa di Maria Sorce Cocuzza, che aveva compiuto 83 anni il 22 febbraio 2015, con una cerimonia commemorativa fortemente voluta dall’Amministrazione comunale presieduta dal sindaco Giuseppe Catania e dal Consiglio di biblioteca guidato da Mariella Navarra, col supporto della figlia della scrittrice, Tania Cocuzza, dopo averne tratteggiato la sua encomiabile figura ed opera, nei locali della biblioteca comunale, le verrà intitolata la piazzetta antistante la sua abitazione. Una casa museo dove la scrittrice, col suo sorriso aperto e la disponibilità che faceva parte del suo modo di essere, accoglieva gli ospiti insieme al marito, Luigi Cocuzza, tra cui anche intere scolaresche a cui mostrava la sua collezione etnografica di oggetti agresti di uso comune in anni lontani. E i ragazzi, incantati, restavano ad ascoltare le storie e gli aneddoti che la scrittrice raccontava loro mostrando questo o quell’oggetto.
La scrittrice aveva dedicato la seconda parte della sua vita alla ricerca etnoantropologica confluita poi in diversi libri dedicati alla sua amatissima Mussomeli, libri diventati autentici capisaldi per chi vuole conoscere l’anima popolare di questi luoghi e dei suoi abitanti.
Maestra in possesso di diploma di abilitazione magistrale, conseguito a Palermo, Maria Sorce (l’altro cognome, Cocuzza, lo prese dopo il matrimonio), insegnò dapprima in Sicilia e poi nel Lazio, in provincia di Frosinone, dal 1962 al 1966, dove aveva vinto un concorso magistrale.
Tornata a Mussomeli insegnò e si prodigò nelle scuole elementari fino al raggiungimento dell’età pensionabile, che avvenne nel 1988. Fu proprio in quegli anni di insegnamento intensivo e di ricerca ambientale coi suoi alunni del plesso “Sacerdote Giuseppe Messina” di via Pola, e quindi con quelli della scuola di via Madonna di Fatima, che nel 1986 nasce il suo primo libro: MUSSOMELI TRA FIABA E STORIA, un gioiello letterario pluripremiato, un’autentica miniera ricchissima di scioglilingua, racconti, nenie, filastrocche, indovinelli, motti, proverbi, leggende, preghiere, cunti.
Il successo e l’attenzione per MUSSOMELI TRA FIABA E STORIA nel corso degli anni fu tale che nel maggio del 2002 la scrittrice lo fece ristampare in una versione più ampliata e arricchita. In premessa scrisse: “Con il mio modesto lavoro, spero di far rivivere alle persone di una certa età, giorni ormai lontani, ma cari ai loro cuori, perché ricchi di ricordi. Contemporaneamente mi auguro che la conoscenza dei valori genuini della nostra gente e del modo operoso in cui viveva, facciano apprezzare le virtù dei nostri avi alle giovani generazioni e le incitino a una più ampia e approfondita ricerca”.
Dopo quella pubblicazione datata 1986, Maria Sorce Cocuzza non si era più fermata ed ecco nascere tanti altri libri tutti dedicati alla sua terra: STORIE E PERSONAGGI, ARTE E CULTURA A MUSSOMELI, MUSSOMELI IL CASTELLO MANFREDONICO CHIARAMONTANO (co-autore Pasquale Messina), CARITÀ PAESANA-IL SIG. GIUSEPPE NOTO E SUOR MARIA LUISA, LA GUERRA E IL DOPOGUERRA NEL RICORDO DEGLI ANZIANI (due volumi ricchissimi di foto d’epoca), POLIZZELLO E IL SUO MITO, il gioioso libro di ricette A TAVOLA NON SI INVECCHIA e, nel 2012, il suo ultimo lavoro: ANTOLOGIA DI SOPRANNOMI MUSSOMELESI. Un libro davvero gustosissimo nella lettura e rispettoso dei vari personaggi di cui si parla nelle sue 300 pagine dove non mancano aneddoti, storie e perfino ricette personalizzate. E ovviamente tante foto ricordo di personaggi noti e meno noti, coi loro soprannomi.
Pur avanti negli anni, insomma, e già sofferente, Maria Sorce Cocuzza conservava dentro di sé tanta gioia di vivere e un amore smisurato verso il proprio paese e le proprie radici, a cui ha dedicato decenni di appassionata ricerca. Fece perfino ristampare a sue spese, le antiche cartoline di Mussomeli che videro la luce negli anni Trenta grazie alla tipografia del cav. Giuseppe Amico. La scrittrice era già stata insignita del riconoscimento che spetta ai cittadini benemeriti, dal Comitato Ager Sicanius ed era stata scelta tra le donne protagoniste del nostro tempo a cui il pittore Nunzio Pino dedicò una tela digitale nell’ambito di una mostra promossa dalla Provincia di Caltanissetta.
Uno dei ricordi di cui Maria Sorce Cocuzza andava più fiera era legato alla lezione tenuta presso l’Aula Magna dell’università di Palermo, facoltà di Lettere e Filosofia, dove aveva incontrato gli studenti di Linguistica italiana, Dialettologia italiana e Storia della lingua italiana, nell’ambito di un incontro organizzato dal Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche e dal Centro di studi filologici e linguistici siciliani.
Con la sua morte, oltre alla bella persona che era, è venuta a mancare a Mussomeli la memoria vivente di tantissimi eventi che hanno fatto la storia cittadina e di cui Maria Sorce Cocuzza parlava volentieri coi propri ospiti nella sua casa museo di via Milazzo, e non mancava mai di accogliere con un bicchierino di rosolio, preparato da lei con le antiche ricette di cui era depositaria, i tanti che la cercavano, desiderosi di conoscere storie del passato.
Un amore per la propria Mussomeli che anche in punto di morte ha voluto testimoniare e infatti, per il suo ultimo viaggio terreno, volle indossare lo stesso abito col quale, trent’anni prima, quel lontano 1986, aveva presentato il suo primo libro, MUSSOMELI TRA FIABA E STORIA.
Una richiesta lasciata per iscritto ai familiari che non mancarono di rispettarne le ultime volontà. Quel giorno, era domenica, un flusso ininterrotto di amici e conoscenti, gente comune e persone di cultura, fecero visita alla camera ardente della scrittrice allestita presso l’abitazione di via Milazzo. In tantissimi si strinsero attorno alla figlia Tania ed al marito Gino che l’avevano assistito amorevolmente fino all’ultimo. Anche l’allora neo eletto sindaco Giuseppe Catania volle testimoniare, con la sua presenza, lo spessore umano e culturale di quell’umile maestra in pensione che alla sua Mussomeli aveva dedicato così tante opere, frutto di appassionate e sfiancanti ricerche storiche ed antropologiche.
E anche dal mondo accademico di Palermo, dove appunto la scrittrice era stata graditissima ospite, il prof Giovanni Ruffino, ordinario di Linguistica italiana nella facoltà di Lettere e filosofia all’Università, la ricordò con parole accorate: “Sono addolorato, e con me i numerosi allievi e colleghi dell’Università di Palermo che La conobbero, per la scomparsa di Maria Sorce Cocuzza. La Maestra Maria è stata una grande educatrice e un’autentica protagonista della vita culturale di Mussomeli e della Sicilia contemporanea. La storia e la cultura tradizionale dell’importante Comune siciliano sono state da Lei illustrate con competenza, costanza e passione incomparabili. Conobbi Maria Sorce Cocuzza e i Suoi saggi storici e demologici, grazie ad alcune mie allieve di Mussomeli. Ne fui a tal punto impressionato da invitare la Maestra a incontrare gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia. Ricordo ancora con emozione l’Aula Magna gremita di studenti e docenti in quel gennaio del 2010, e ripenso alla straordinaria discussione con gli studenti universitari che rafforzò in noi tutti l’interesse per le culture locali. Fui sinceramente legato a Maria Sorce Cocuzza, che ora ricordo con grande commozione, affettuosamente vicino al marito, ai figli, ai familiari tutti e all’intera comunità di Mussomeli”.



