da “Casa Rosetta” riceviamo e pubblichiamo:
Per la Giornata internazionale della donna, 8 marzo, Casa Rosetta ha scelto quest’anno di non organizzare manifestazioni che – ha detto il presidente Giorgio De Cristoforo – spesso rischiano di annegare in un folto dispendio di retorica. L’Associazione, ente del terzo settore, opera da oltre quarant’anni quotidianamente per il sostegno alle persone fragile o vulnerabili, la parità di genere, i diritti civili, le migliori condizioni esistenziali e sociali. Fra i 240 dipendenti di Casa Rosetta le donne sono il 54%, con piena parità di ruoli e di retribuzioni. L’Associazione interviene in questo 8 marzo con una testimonianza riflessione di Giovanna Garofalo, che è una delle donne con ruolo dirigenziale: biologa, dirige il laboratorio di genetica medica di Casa Rosetta, e coordina anche l’intensa attività di formazione di tutta l’Associazione. Ecco il suo testo:
Il valore del Genio Femminile a Casa Rosetta
Nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem del 1988, Giovanni Paolo II dedica un’intera sezione alla necessità di riscoprire il genio femminile. “Il genio femminile non è un semplice “talento” individuale, ma una capacità collettiva della donna di percepire, ascoltare e rispondere alle esigenze della società, della famiglia… con una profonda empatia e una visione d’insieme. … e, pertanto, la donna possiede una vocazione speciale a contribuire alla costruzione di una cultura della vita, della pace e della solidarietà”.
Il concetto di “Genio Femminile” è stato introdotto successivamente nella letteratura da Julia Kristeva, teorica critica e psicoanalista, che nel 20042006 pubblica la trilogia “Genio femminile”, per descrivere la ricchezza e la complessità del “volo della mente” delle donne che hanno contribuito in modo significativo alla cultura e alla filosofia.
Anche Papa Francesco ha ripreso più volte il tema del “Genio femminile”, sia nell’esortazione Gaudete et exsultate sia nell’enciclica Evangelii gaudium e nei relativi discorsi e interventi, e, più recentemente, nel 2024, nel suo libro “Sei Unica” in cui dice “Il tuo “genio” può dare un apporto decisivo nella vita pubblica e ha un ruolo imprescindibile nell’ambito famigliare”.
Padre Vincenzo Sorce, fondatore di Casa Rosetta, nel 2003 parlò di “Genio Femminile” in occasione della inaugurazione della comunità femminile per il recupero delle dipendenze; e nel riconoscimento del Genio Femminile, oggi, a Casa Rosetta la presenza femminile non rappresenta solo una quota demografica (che peraltro consiste nel 54% delle risorse umane impiegate), ma una risorsa che modella il modo in cui Casa Rosetta risponde alla fragilità umana.
Le moderne neuroscienze confermano una spiccata attitudine delle donne alla visione d’insieme. In un ambito di cura, dove la fragilità non è mai solo clinica ma anche esistenziale, l’approccio femminile eccelle nel connettere la patologia con il vissuto emotivo in una visione olistica del paziente. In contesti organizzativi, l’approccio femminile tende a essere circolare e inclusivo. Gestire risorse umane, per esempio, significa spesso tessere relazioni con empatia e questo permette di prevenire il burnout dei collaboratori, intercettando precocemente i segnali di stanchezza o demotivazione.
L’approccio femminile alla gestione delle risorse si estende alla sostenibilità umana, la donna spesso organizza per processi, assicurandosi che, nel perseguire l’eccellenza sanitaria, non si smarrisca mai il calore dell’accoglienza. La capacità di gestire la complessità attraverso l’ascolto e la mediazione rende le donne architetti naturali di sistemi sanitari più umani.
In conclusione, l’integrazione della sensibilità femminile orientata alla connessione e all’empatia, permette a Casa Rosetta di non essere una “fabbrica di salute”, ma un luogo di guarigione integrale. Il genio femminile diventa così la chiave per interpretare correttamente la missione: farsi prossimo e servire la fragilità con la competenza della mente, l’innovazione culturale e la tenerezza del cuore. Le parole di don Vincenzo Sorce, “Tutto ciò che è amato cresce”, non sono solo uno slogan poetico, ma un principio di sviluppo umano che trova nell’intelligenza emotiva femminile l’anello di congiunzione tra la professionalità sanitaria e l’umanizzazione delle cure. (“Il mondo attende la tua luce. Sei chiamata a splendere, perché tu sei unica”. Papa Francesco, “Sei Unica”, 2024).

