Cercare l’invisibile: le sfide e i progetti di LILT Caltanissetta

Liliana Brucato
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In alcune malattie oncologiche il cancro può svilupparsi senza dare sintomi o segni evidenti. È quello che il Presidente della LILT di Caltanissetta, il medico Aldo Amico, chiama “l’invisibile”: la fase in cui la malattia è già presente ma non compaiono ancora manifestazioni cliniche chiare.

Cercare questo invisibile è la scommessa dell’équipe medica di LILT Caltanissetta e del dottor Amico, con cui abbiamo parlato di prevenzione e cura, senza dimenticare la nuova iniziativa “Tutela Donna”.

“Con LILT Caltanissetta– racconta il Presidente Amico- abbiamo scelto di offrire servizi di altissima qualità, sia dal punto di vista professionale che tecnologico perseguendo un’importante missione: cercare il cancro quando non si vede. Con una diagnosi precoce possiamo infatti guarire tantissimi soggetti.”

Amico si è formato alla scuola chirurgica palermitana, che già nei primi anni Settanta insegnava in modo sistematico la prevenzione del cancro della mammella, quando non esistevano ancora né ecografia né mammografia.

La sua idea di prevenzione parte da un punto preciso: il primo ostacolo non è soltanto medico, ma culturale. Per questo, sostiene, bisogna portare la conoscenza del cancro dove si forma la cultura, cioè nelle scuole.

Da qui è nata la prima Consulta Giovanile LILT d’Italia, che ha coinvolto cinque istituti superiori nisseni: il Liceo “Ruggero Settimo”, il Liceo Scientifico “A. Volta”, l’IISS “Luigi Russo”, l’I.I.S. “G. Galilei – A. Di Rocco” e l’I.I.S.”S. Mottura“.

Secondo Amico, la scuola è il “grande megafono della prevenzione”, perché custodisce cultura e conoscenza e può diffondere messaggi corretti in modo capillare. Per farlo, però, bisogna saper dialogare con diverse generazioni, senza irrigidirsi in un linguaggio tecnico che non arriva a tutti.

Quando si parla di prevenzione, il Presidente invita a non fermarsi alle tecniche diagnostiche: “uno degli errori più comuni è parlare di tecniche diagnostiche senza parlare di stili di vita corretti, che restano la vera prevenzione primaria”.

È su questo piano che distingue tra cultura della prevenzione, che riguarda tutti fin dall’adolescenza, e prevenzione secondaria, cioè la ricerca attiva della malattia in base all’età e ai fattori di rischio.

C’è poi la prevenzione personalizzata, un approccio che adatta controlli, tempi e approfondimenti diagnostici alla singola persona, ai suoi fattori di rischio specifici e alla sua storia clinica.

“Sul fronte dei tumori femminili, – continua il dott. Amico – il programma di screening mammografico prevede controlli gratuiti biennali per le donne tra i 50 e i 69 anni, anche se molte regioni hanno ampliato questa fascia d’età fino ai 74 anni offrendo controlli annuali anche già dai 45 ai 49 anni. Nelle donne più giovani l’autopalpazione resta uno strumento utile di monitoraggio, mentre gli approfondimenti diagnostici più specifici vengono raccomandati dai 50-60 anni in su, salvo fattori di rischio particolari”.

Tra questi, Amico cita maternità tardive, mancato allattamento, menarca precoce e uso di terapie ormonali, fattori che rafforzano la necessità di una prevenzione personalizzata.

Per il tumore della cervice uterina, invece, lo screening comincia dai 25 anni con il Pap test.

L’idea di cura che guida il Consiglio Direttivo di LILT Caltanissetta trae ispirazione dal Giubileo 2025 “Pellegrini di speranza” e dalla scelta di porsi al servizio delle fasce più vulnerabili della società.

“Questo significa offrire la gratuità delle prestazioni ai meno abbienti, alle persone colpite dalla malattia e alle donne in gravidanza che necessitano di consulenze mediche facilitate. – specifica il dott. Amico – In questa direzione va anche l’iniziativa “Unisciti a noi per rendere la prevenzione accessibile a tutti”, pensata per valorizzare la prevenzione, sostenere le famiglie e costruire una rete di solidarietà capace di garantire salute e dignità a chi ne ha più bisogno”.

Su questa stessa idea di prevenzione orientata ai bisogni concreti si inserisce il progetto “Tutela Donna”, dedicato a donne in gravidanza e alle donne con pregressa patologia oncologica ginecologica con ISEE non superiore ai 6.000 €.

La delibera del Consiglio direttivo della LILT sottolinea infatti che il territorio provinciale evidenzia crescenti difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie specialistiche da parte delle fasce economicamente più deboli.

L’obiettivo, dunque, è, come sottolinea Amico, “garantire continuità assistenziale e controlli specialistici a donne in gravidanza e a chi ha affrontato patologie oncologiche della sfera ginecologica e appartiene alle fasce sociali più fragili.

Per accedere alle prestazioni è necessario presentare la documentazione ISEE e quella sanitaria che attesti la condizione di gravidanza o la pregressa patologia oncologica, recandosi al poliambulatorio LILT di viale della Regione 30. Per avere ulteriori informazioni è a disposizione anche il numero +39 381 10020.

“Questo progetto- racconta Amico- vuole offrire la stessa qualità di prestazione di un percorso privato a chi davvero non potrebbe permetterselo. Seguiamo infatti un criterio rigoroso nell’accesso gratuito, riservato a chi ha reale necessità economica.”

La centralità della prevenzione, l’attenzione alle fasce deboli e il dialogo con i più giovani, delineano un’idea di cura che va oltre la tecnica medica.

In questa visione, la cura diventa condivisione e accoglienza, relazione, reciprocità e prossimità, si trasforma in strumento per abbattere il muro dell’individualismo e tornare a essere comunità.

Se è così, cercare l’invisibile significa anche tornare a vedere le persone.

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