“Insieme”: Le liste d’attesa bloccate sono la punta dell’iceberg chiamato “Sanità regionale siciliana”

redazione
redazione 24 Views
4 Min Leggere

dal Prof. Ferdinando Rovello della Segreteria nazionale di “Insieme” riceviamo e pubblichiamo:

I dati nazionali resi pubblici dall’AGINAS, relativi alle prime visite e agli esami diagnostici, ci mostrano che la Sicilia arretra, mentre il resto d’Italia, anche se tra molte difficoltà, riesce a migliorare. I cittadini/e sanno che, a loro spese, ciò comporta rivolgersi a strutture e professionisti privati o, per chi non ha adeguate risorse economiche, a differire sine die le cure mediche.

Ricercando le cause per le quali le classi di prescrizione non vengono rispettate, ci si rende conto che la criticità delle prescrizioni sono la punta dell’iceberg che affiora vistosamente e che nasconde numerose criticità della Sanità regionale siciliana. Negli ultimi anni il così detto “Servizio Sanitario” è peggiorato seguendo l’involuzione della Politica che non riesce a “Organizzare la speranza di chi soffre”, come diceva Tina Anselmi.

Per cui, se si vuole ridurre e addirittura rispettare  i tempi di prenotazione, occorre esaminare e intervenire sulle cause della cattiva sanità siciliana. Tra queste possiamo annoverare:

  1. La carenza del personale che blocca le agende di prenotazione, per cui i cittadini non riescono ad avere il servizio richiesto. Addirittura alcuni reparti sono sotto organico.
  2. Il fatto che il ridotto personale medico e paramedico devono contemporaneamente gestire: l’assistenza ai ricoverati, le urgenze del Pronto Soccorso, l’attività ambulatoriale delle prenotazioni CUP. Tra queste hanno la precedenza le prime due gestioni; di conseguenza, i tempi per le prenotazioni CUP si riducono.
  3. I vincitori dei Concorsi preferiscono, rispetto al Sant’Elia di Caltanissetta, sedi metropolitane o del Nord Italia per motivi logistici e perché offrono migliori servizi.  Tale motivazione coinvolge la situazione socio-economica del territorio nisseno.
  4. Lo scarso numero delle strutture private accreditate non riescono a soddisfare le richieste dei pazienti.
  5. L’organizzazione aziendale della Sanità, che impone di fatto il contenimento delle spese pubbliche.

Alla base di tutte queste cause di inefficacia nell’erogazione dei servizi sanitari  c’è la “Clientela politica” a cominciare dalle nomine di Direttori Generali e Amministrativi, di pertinenza della Giunta regionale; infatti, ad ogni cambio della Giunta i vertici aziendali vengono di solito cambiati, causando il cambio della programmazione sanitaria. Non è da sottovalutare anche i distacchi e le mobilità chieste dal personale sanitario verso sedi meno gravose con la conseguenza di sfornire posti in cui è necessaria una maggiore presenza.

L’esame di tutte queste cause, certamente conosciute dai vertici politici regionali, dai Manager sanitari, dal personale sanitario, e dai Sindaci -primi responsabili locali della sanità- impone un cambiamento di rotta per evitare che i “Pazienti”, doppiamente pazienti, affondino scontrandosi con l’Icerberg Sanità.

Auspichiamo che il Sistema di gestione della Sanità nazionale venga trasformato, con apposita legge, da “Aziendale” a “Unità di Servizio Territoriale” nel rispetto degli articoli 32 e 118 della Costituzione italiana.

Riteniamo che i responsabili della Sanità regionale siciliana debbano adoperarsi nel prendere in considerazione e nel risolvere positivamente le cause ostative alla sanità regionale, che oggi non è adeguata a soddisfare il servizio dovuto ai pazienti.

                                                                     Ferdinando Rovello

Condividi Questo Articolo