Il dirigente regionale figlio di un boss e il manager della sanità prestato alla politica: chi sono Teresi e Iacolino

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PALERMO TODAY – Il primo è finito in carcere e negli anni ha gestito appalti milionari in tutta l’Isola. Un ruolo chiave tanto che, nonostante potesse andare in pensione, ha potuto restare in servizio altri due anni. L’altro, indagato a piede libero, vicino al governatore Renato Schifani, ha una carriera divisa tra cariche apicali nelle Asp e l’Europarlamento

Nell’inchiesta della Procura di Palermo su un presunto giro di mazzette finalizzato a favorire alcune aziende in relazione ad appalti milionari in tutta la Sicilia, figurano due nomi importanti, quelli del dirigente regionale Giancarlo Teresi, 67 anni, che al posto di andare in pensione aveva ottenuto lo scorso agosto l’autorizzazione a restare in servizio per altri due anni – segno della rilevanza del suo ruolo – e di Salvatore Iacolino, storico manager della sanità siciliana e anche protagonista, nelle fila del centrodestra, di una lunga militanza politica e vicinanza all’attuale presidente della Regione Renato Schifani. Teresi è finito in carcere, mentre Iacolino, nominato appena qualche giorno fa direttore generale del Policlinico di Messina, risulta indagato per concorso esterno in associazione e corruzione.

Chi è Giancarlo Teresi

Giancarlo Teresi, 67 anni, già in servizio al dipartimento regionale Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, nonostante aveva la possibilità di andare in pensione ha chiesto ed ottenuto – l’estate scorsa – di poter lavorare altri due anni. E questo nonostante abbia già avuto problemi con la giustizia: nel 2020, infatti, era già stato arrestato per corruzione, in quel caso su richiesta della Procura di Messina che all’epoca era diretta dall’attuale procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia: in quella fase Teresi era ingegnere capo del Genio civile di Trapani. Il processo a suo carico è ancora in corso e ruota attorno a presunte mazzette intascate in relazione ad un appalto da un milione per il dragaggio del porto di Mazara del Vallo. Teresi è peraltro anche figlio di Giovanni Teresi, che fu condannato per mafia perché faceva parte della famiglia mafiosa di Santa Maria Di Gesù.

Gli incarichi di Responsabile unico del procedimento (Rup) assegnati nel tempo al funzionario regionale gli avrebbero consentito di favorire alcune aziende, tra cui quelle vicine a Carmelo Vetro, già condannato per mafia per aver fatto parte della cosca di Favara. Teresi ha quindi gestito gare milionarie nel tempo, che hanno riguardato varie zone della Sicilia.

Chi è Salvatore Iacolino

Nell’inchiesta è coinvolto anche Salvatore Iacolino, pure lui di origini favaresi, con una lunga carriera nella sanità siciliana, partita dall’Asl di Agrigento con una tappa importante tra il 2005 ed il 2009 da direttore generale dell’Asl di Palermo, una nomina voluta dalla giunta regionale allora presieduta da Totò Cuffaro, finito nuovamente agli arresti domiciliari in questi mesi. E proprio nell’inchiesta su Cuffaro erano emerse anche alcune intercettazioni in cui parlava Iacolino, sempre in relazione a nomine nella sanità. Nulla di penalmente rilevante però. Ma Iacolino è sempre stato vicino a Schifani.

La sua vita professionale si gioca anche sul fronte politico: è stato assessore comunale ad Agrigento alla fine degli anni Novanta e successivamente, nel 2009, è stato eletto al Parlamento europeo nelle file del Popolo della Libertà. Fino al 2014 in quel contesto ha ricoperto la carica di vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Nel 2012 si era candidato alle Regionali, sempre col Pdl, nel collegio di Agrigento, ma non riuscì a farsi eleggere. Si ricandida alle Europee nel 2014 con Forza Italia, ma non viene eletto e torna a dare il dirigente amministrativo dell’Asl di Agrigento.

Ad ottobre 2017 aderisce all’Unione di Centro e ritenta con una candidatura alle Regionali, ma anche in questo caso senza successo. Dal 2019 ricopre prima la carica di direttore amministrativo dell’Asp di Siracusa e poi, nel 2022, per qualche mese, lo stesso ruolo ma nell’azienda sanitaria di Caltanissetta. Diventa poi commissario straordinario del Policlinico di Palermo finché a maggio del 2023, il governo Schifani non gli affida la carica di direttore generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute, cosa che ha creato non poche frizioni all’interno della maggioranza, e che ha portato poi alla sua nomina, pochi giorni fa, a direttore generale del Policlinico di Messina.


Il funzionario figlio di un boss e il manager della sanità prestato alla politica: chi sono Teresi e Iacolino
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