Gli italiani dovrebbero porsi una semplice domanda: perché la Meloni e il suo governo vogliono vincere a tutti i costi con il sì al Referendum sulla giustizia? Disponibili loro anche a vendere l’anima al Diavolo? Silvio amava il suo diavolo, una sua predisposizione al malcostume.
A loro della riforma non interessa nulla, interessa esclusivamente il potere e il mantenimento del potere! Non è una grossa novità ma loro, quelli del centro-destra, si presentavano come diversi! E diversi non lo sono!
L’altra sera rivedendo “Il Divo”, film di Paolo Sorrentino dedicato alla vita politica di Giulio Andreotti, mi sono detto: a molti italiani piacciono la furbizia e la corruzione politica! Indirettamente, a tanti piace anche la mafia! È un dato antropologico, un fatto indubbio: “A Fra’, che te serve!”, “è tutto un magna magna”.
Non tutti. Anche nella Dc c’erano delle persone oneste. Non ho mai votato per la Dc. E non tutti sono disonesti. Se si giustifica tutto la democrazia muore e sarebbe un fatto grave perché ci è voluto tanto tempo per edificarla. Ma la vera questione è l’onestà degli italiani.
Quanti erano e quanti sono gli onesti? Se il fine giustifica i mezzi, significa che tutto è lecito ed è anche legittimo, anche violando le leggi italiane. Ma non è così. Molti di noi non la pensano come quelli che non si turano neanche il naso per la puzza morale della corruzione.
L’onestà è un valore importante, anche in presenza di fatti corruttivi, perché non tutti siamo gli stessi. “A Fra’, non me serve nulla!”. Il passato politico va rivisto criticamente per imparare dallo stesso. Si tratta di un fatto evolutivo del costume sociale.
Non conosciamo il merito sostanziale della riforma ma si capisce l’intenzione punitiva del governo nei confronti della magistratura! Molte persone votano sì al referendum perché sono indotte inconsciamente a farlo, non votano convintamente sì.
Neanche conoscono il merito della riforma, come non lo conosco io. Io voto no perché capisco che la riforma è un regalo fatto alla famiglia Berlusconi che l’ha richiesta e non per migliorare il funzionamento della giustizia per tutti i cittadini italiani.
Si tratta di una legge truffa fatta in memoria del padre padrone Silvio Berlusconi che odiava i magistrati e li riteneva suoi nemici per i tanti processi che lo riguardavano. Si può chiedere con gentilezza agli altri di votare per qualcosa o per qualcuno ma senza nulla a pretendere, senza contropartita, liberi nell’espressione del voto.
Esprimo semplicemente la mia opinione personale e non pretendo nulla dagli altri. Andrò a votare No al referendum, al di là di qualsiasi esito elettorale. Gli altri facciano quello che democraticamente desiderano ma non posso condividere il loro pensiero di votare per il sì. Non odio i miei avversari politici. Reagite alla vostra pigrizia mentale. Di cosa avete paura? Siate liberi, comunque!
Quello che molti non vogliono comprendere, come dice il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è che in Italia ci sono ancora la democrazia e le libertà individuali riconosciute dalla Costituzione italiana. Io sono un sincero democratico e voterò NO!
Come ha scritto Dacia Maraini: “Vedo una voglia di punire i magistrati e limitare la loro libertà. Fa riflettere la modalità di un governo che decide senza ascoltare il Parlamento. Le scelte della nostra premier virano verso l’autoritarismo. Io voto NO al referendum”.
Capisco chi è stato vittima di errori giudiziari e non apprezza i magistrati! Anche a me non piacciono i giudici che sbagliano. Ma la riforma costituzionale dice cose diverse finalizzate alla prepotenza dell’esecutivo ed è frutto di una manipolazione politica della maggioranza. E da democratico, provo rispetto per chi vota sì, pur votando No. Fermo e deciso No!
Tonino Calà


