A Naro, la Passione diventa lingua comune: un racconto corale che attraversa i secoli e si fa presenza viva tra la gente

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A Naro, la Passione diventa lingua comune: un racconto corale che attraversa i secoli e si fa presenza viva tra la gente.

Si è tenuta domenica 19 aprile, nella suggestiva cornice della città agrigentina, l’ottava edizione del Passion Day, un appuntamento ormai atteso e partecipato, capace di richiamare confraternite, gruppi teatrali e interpreti della tradizione da tutta la Sicilia e persino dalla Calabria. Un incontro che non è soltanto evento, ma rito condiviso, memoria che si rinnova, comunità che si riconosce.

Ad accogliere i partecipanti, l’Associazione dei Contemplativi, presieduta da Massimiliano Arena, che ha trasformato la Casa Contemplativa — una grande arena all’aperto — in un palcoscenico vivente. Qui, sotto il cielo di primavera, si è snodato un racconto intenso e stratificato: dall’ingresso delle Palme fino alla Resurrezione, si sono alternate scinnenze, mortori e sacre rappresentazioni provenienti da diversi centri dell’isola, da Grotte ad Alcamo, da Sommatino a Cianciana.

Un mosaico di voci, gesti e tradizioni che ha trovato nella scena una sintesi potente, capace di restituire la profondità di un patrimonio immateriale ancora oggi vitale.

Particolarmente significativa la presenza di Caltanissetta, che ha portato in scena tre momenti emblematici della propria identità pasquale. Ad aprire il contributo nisseno sono stati alcuni cuntisti del Giovedì Santo, tornati negli ultimi anni ad accompagnare la processione delle Vare. 

A seguire, l’associazione Atepa ha proposto due quadri intensi: la corte di Erode e la Resurrezione, momenti di forte impatto emotivo che hanno saputo coniugare tradizione e linguaggio scenico contemporaneo.

Tra i presenti anche il presidente nazionale di Europassione, Flavio Sailino, a testimonianza dell’importanza crescente di un raduno che si conferma punto di riferimento nel panorama delle sacre rappresentazioni. Numerosi anche i curiosi e gli spettatori, giunti per lasciarsi attraversare da un’esperienza che è insieme spettacolo e spiritualità.

Prima dell’inizio delle rappresentazioni, un gesto simbolico ha suggellato il senso più profondo dell’incontro: la consegna al presidente di Europassione Italia del volume Pasqua in Sicilia, degli autori Francesco Daniele Miceli e Francesco Luca Ballarò, edito da Bonfirraro. Un libro che raccoglie e intreccia le molteplici espressioni della Pasqua nell’isola, divenendo segno tangibile di un’identità condivisa e di una memoria custodita.

A Naro, ancora una volta, la tradizione ha dimostrato di non essere un semplice retaggio del passato, ma una realtà viva, capace di rinnovarsi attraverso l’incontro, lo scambio e, soprattutto, attraverso un sentimento profondo e autentico: l’amore per le proprie radici.

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