Biagio Maimone al Palazzo Reale: La Parola come scelta etica e strumento di bellezza, presentato da Enza Spagnolo

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La Sala Pio la Torre del Palazzo Reale di Palermo, sede del Parlamento siciliano, ha ospitato un incontro di eccezionale levatura intellettuale con Biagio Maimone, giornalista, esperto di comunicazione istituzionale e direttore della comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo. Al centro del dibattito, il suo ultimo saggio, divenuto il fulcro di una riflessione corale sulla necessità di riscoprire la parola come atto di responsabilità, solidarietà e bellezza.

L’evento, curato e condotto dalla Prof. Enza Spagnolo, ha visto la partecipazione di figure di rilievo che hanno approfondito il pensiero dell’autore attraverso diverse prospettive:

L’Architettura dei Lavori: Tra Logos, Diplomazia e Spiritualità

Il cuore del convegno ha visto l’alternarsi di voci autorevoli che hanno sviscerato il concetto di “Parola Vitale“:

La Dimensione Spirituale e Diplomatica

Un momento di straordinario valore è stato l’intervento video di Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, già Segretario personale di Papa Francesco. La sua partecipazione ha conferito all’evento un respiro universale, ricollegando il tema della comunicazione ai grandi valori della fratellanza umana e della diplomazia della pace, principi cardine del suo magistero accanto al Santo Padre.

La Responsabilità dei Media

L’intervento video di Claudio Brachino ha posto l’accento sull’etica dell’informazione, evidenziando come la dignità del linguaggio sia un requisito imprescindibile per ricostruire il patto di fiducia tra media e collettività.

La Sintesi Filosofica

La Dott. Maria Concetta Maimone ha ricondotto il dibattito alla natura del Logos, definendo la comunicazione come un esercizio di sapienza e misura etica.

Impegno Sociale: Héctor Villanueva, CEO di Expo dei Popoli, ha testimoniato come la parola debba farsi ponte operativo per la solidarietà tra le culture.

La Musica come Linguaggio dell’Anima nell’Intervento di Joseph Lu

Joseph Lu, pianista e compositore celebre noto come “Il Pianista dei Sogni” ha elevato la riflessione portandola sul piano della musica intesa come forma di comunicazione universale e primordiale.

Secondo Joseph Lu, la musica possiede la capacità intrinseca di superare ogni barriera linguistica e culturale, agendo come uno strumento di connessione immediata tra le dimensioni interiori degli individui. Il Pianista dei Sogni ha illustrato come l’atto creativo e l’ascolto condiviso siano in grado di generare un’empatia profonda e un riconoscimento reciproco che spesso la parola, da sola, non riesce a raggiungere. Attraverso la proiezione del video del suo brano “Memories”, Joseph Lu ha dimostrato come la musica agisca come custode della memoria collettiva e individuale. Per il Maestro, la musica non è solo suono, ma un veicolo che riattiva i ricordi e connette le memorie interiori dei popoli, superando ogni barriera linguistica per farsi strumento di pace e riconoscimento reciproco.

La Musica come Mediazione Linguistica 

L’evento è stato nobilitato da una dimensione estetica di altissimo profilo, dove la musica è stata interpretata come raffinato strumento di mediazione linguistica e culturale.

A dare corpo sonoro al dialogo è stata la violoncellista Eliana Miraglia, performer internazionale di straordinaria caratura artistica. Formata tra Italia, Stati Uniti e Israele, ha conseguito il Bachelor presso la prestigiosa Accademia Buchmann-Mehta dell’Università di Tel Aviv . Il suo contributo ha rappresentato il perfetto punto di incontro tra il rigore accademico e la sensibilità contemporanea. Eliana Miraglia ha eseguito brani di autori del Novecento come Ernest Bloch, Questa scelta artistica ha assunto un significato profondo nel contesto del convegno: la musica di Bloch è diventata l’emblema della musica che unisce le culture come mediazione linguistica. Attraverso le corde del suo violoncello, Eliana Miraglia ha dimostrato come l’arte possa farsi mediazione tra mondi diversi, traducendo in suoni quella “parola sapiente” invocata dall’autore del saggio.

A chiusura dei lavori, la Prof. Enza Spagnolo ha offerto una riflessione che ha riassunto gli interventi.

Il vero baricentro di questa giornata risiede in un’idea che Biagio Maimone ci consegna con forza: la parola non è mai un atto neutro. L’autore scrive che “comunicare è un atto d’amore”; ci ricorda che la parola ha il potere immenso di essere ‘carne e vita’, ma solo se è nutrita dalla bellezza e dal rispetto per la sacralità dell’altro. In un’epoca di rumore e frammentazione, la sfida che raccogliamo oggi da questo Palazzo è quella di ritornare a una comunicazione che sia pedagogia della speranza. Perché, se è vero che la parola può ferire, è altrettanto vero che la parola sapiente può guarire le ferite del mondo, ricostruendo quell’unità dei popoli che oggi abbiamo invocato.”

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