Lo Stretto di Hormuz del centro-destra siciliano. L’intervista al Sottosegretario Dell’Utri

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Il sottosegretario Massimo Dell’ Utri, nella sua prima intervista ad una testata locale, ha posizionato sapientemente alcune micro cariche esplosive sotto la superficie del centro destra siciliano, di cui fa parte integrante essendo anche coordinatore regionale di Noi Moderati. Una specie di Stretto di Hormuz, o di politica della deterrenza dei tempi della Guerra Fredda. Un segnale certamente non casuale al mondo politico siciliano.

Nel merito, rispondendo alle domande incalzanti di Ivana Baiunco, ad intervalli regolari della sua narrazione, con espressione di serafica inossidabile imperturbabilità, ha dichiarato senza metafore che il sindaco di Palermo, Lagalla, “ci lascia decisamente insoddisfatti”, che la città di Caltanissetta “non ha un progetto di sua crescita e di suo sviluppo” e che chiederanno al Sindaco Tesauro “di poter sviluppare sul serio un progetto di sviluppo per la città, cosa che finora non c’è stata” e che non era stato d accordo con la candidatura di Tesauro a presidente della Provincia “inopportuna, perchè già le attività del Comune di Caltanissetta sono particolarmente impegnative”, senza contare che le storiche divisioni che hanno segnato il nostro territorio avrebbero richiesto “una rappresentanza che appartenga al sud della provincia“.

La sua nomina nel Governo nazionale, insieme a quella di Elisa Ingala di area Grande Sicilia come assessora regionale, sembra quindi confermare quello spostamento in favore della componente centrista del centro-destra in provincia di Caltanissetta (e non solo) successivo alla decapitazione per via giudiziaria della leadership di Forza Italia.

Caltanissetta si riposizionerebbe quindi al centro, in quell’area vetero-democristiana che in questo territorio ha solidissime radici politiche e culturali, e questo emerge anche dalla prima precisazione che l’avv. Dell’Utri ha tenuto a sottolineare: la richiesta al Prefetto di poter tenere un incontro con i Sindaci della provincia “in modo bipartisan, per mettere a disposizione questa carica e le sue potenzialità da rappresentante del Governo in questo territorio” con il MinistroTajani (che è ministro degli Esteri ma anche coordinatore nazionale di Forza Italia) ha chiosato, che “mi ha dato carta bianca e una delega molto ampia“.

Con stile felpato ma sottilmente graffiante, e con un orizzonte aperto oltre i confini del suo schieramento, ha continuato a sottolineare come, sopratutto nel capoluogo, l’azione amministrativa sia ancora insufficiente rispetto alle emergenze, e ha concluso “Chiederemo un momento di confronto con l’Amministrazione comunale, innanzitutto per il rispetto dei patti elettorali che finora non c’è stato, per capire se si vuole lavorare ad un progetto per la città, di rilancio e crescita della città”.

Ci sono tante cose che si possono fare per Caltanissetta” ha concluso Dell’Utri, e il richiamo alle “cose” ha rievocato alla memoria di chi è più anziano le conclusioni immancabili dei comizi di uno dei primi Sottosegretari nisseni dell’epoca repubblicana, l’on. Calogero Volpe, che riferendosi alle “cose delle nostre cose“, (come soleva dire), concludeva solennemente con “Quello che non si è fatto si farà!

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