La Nissa vince i playoff e spera nel ripescaggio in serie C

Ottavio Rizza
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DOPO I SUPPLEMENTARI FINISCE 0 – 0 CONTRO LA REGGINA

Bella cornice di pubblico al Tomaselli per la finale dei playoff del girone I della serie D. Peccato che fossero assenti i tifosi della Reggina, i quali, invece, numerosi avevano occupato la curva sud dello stadio nisseno nella partita di ritorno del campionato.

La Nissa scende in campo con la stessa formazione schierata contro la Gelbison ossia con Castelnuovo, Lanza, Tamajo, Bruno, Cusumano, Provenzano, Rapisarda, Palermo, Rotulo, Terranova, De Felice.

La Nissa, oggi in maglia bianca, parte meglio degli ospiti. Sin dai primissimi minuti sembra che i biancoscudati abbiano più voglia di vincere della Reggina.

Al 7′ la Nissa reclama un calcio di rigore per un presunto fallo del portiere Lagonigro su Terranova, fallo che dalla tribuna è sembrato evidente: ma l’arbitro lascia correre.

Al 24′ la Reggina ha una grandissima occasione da gol: il centrocampista Mungo calcia da posizione centrale, a 5/6 metri dalla linea di porta, senza essere contrastato da alcun difensore della Nissa. Il suo tiro viene ribattuto provvidenzialmente dal solito impeccabile Cusumano.

Il primo tempo finisce 0-0: la Nissa lo ha giocato con l’atteggiamento giusto e con la grinta della squadra che vuole vincere i playoff.

Al 52′ insistente azione della Nissa che Rapisarda conclude con un bel tiro che Lagonigro respinge con un bel tuffo alla propria sinistra.

Al 55′ il centravanti della Reggina Ferraro impegna il portiere nisseno Castelnuovo, che, come al solito, è sempre attentissimo e respinge con i piedi.

Al 73′ grandissima parata di uno strepitoso Castelnuovo su un tiro da una decina di metri del terzino sinistro ospite Distratto.

Siamo nella fase decisiva della partita: la Reggina alza il proprio baricentro e lascia qualche spazio in più per le ripartenze della Nissa.

Al 77′ primi cambi ordinati da mister Di Gaetano: escono Rotulo e Terranova, entrano Kragl e Alagna.

All’80’ Rapisarda, defilato sulla destra, salta un difensore dentro l’area di rigore e lascia partire un fortissimo rasoterra diagonale che sfiora il palo alla destra del portiere.

Al 91′ Alagna serve un meraviglioso assist a De Felice, che, solo davanti il portiere, a 5 metri dalla porta, ha il tempo di controllare il pallone e decidere cosa fare: il tiro è da dimenticare, altissimo sulla traversa. È stata la più grande occasione dell’intera partita.

Al 92′ entra Cittadino al posto di Provenzano.

I tempi regolamentari finiscono sullo 0-0. Si va ai supplementari.

Il regolamento prevede che qualora dovesse persistere il pareggio alla fine dei supplementari, sarebbe la Nissa a vincere i playoff, poiché meglio piazzatasi in classifica (seconda) rispetto alla Reggina (terza).

Nel primo tempo supplementare praticamente non accade nulla.

A 5 minuti dalla fine del secondo supplementare l’attaccante reggino Edera si libera sulla fascia destra e lascia partire un tiro, la cui traiettoria si conclude sul palo esterno, sotto il controllo di Castelnuovo.

Al 120′ Alagna conquista palla sulla tre quarti e salta l’ultimo difensore reggino Giuliodori, che platealmente lo sgambetta: scatta inesorabile il cartellino rosso.

A questo punto i decibel del tifo del pubblico nisseno raggiungono livelli mai toccati sin dai tempi del Presidente Mannino.

Sugli sviluppi del calcio di punizione Alagna serve un altro strepitoso assist a De Felice che mira all’angolo alla sinistra di Lagonigro, il quale è bravissimo a deviare il pallone indirizzato in rete.

Finisce qui con l’esultanza del pubblico, dei calciatori della Nissa e di tutto lo staff.

La Nissa, smaltita la delusione dei 2 deludenti pareggi di Acireale e di Lamezia, ha fatto il proprio dovere sul campo vincendo i playoff. Adesso non resta altro da fare che sperare nel ripescaggio in serie C, sulle cui effettive possibilità ci sono diversità di punti di vista.

Di certo è stata una stagione esaltante, che avrebbe potuto concludersi meglio. I tifosi della Nissa oltre a sperare nel ripescaggio devono sperare in qualcosa di ancora più importante, ossia che il patron Giovannone continui a credere nel progetto in corso: chi la dura la vince.

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