Scompare Luisa Muraro, filosofa del pensiero della differenza sessuale, madre autorevole del pensiero e dei diritti delle donne

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Ha espresso il pensiero della differenza sessuale con potenza teorica e autorevolezza indiscussa, in Italia e nel mondo, superando la tradizione anglosassone e proponendo chiavi di lettura nuove per riscrivere la storia, la cultura e la politica secondo lo sguardo delle donne, cambiando anche quello degli uomini.

Luisa Muraro, filosofa, pedagogista, docente universitaria, fondatrice della Comunità “Diotima” delle filosofe della differenza e della Libreria delle Donne di Milano, è scomparsa a 86 anni dopo una vita dedicata alla ricerca filosofica e alla pratica alternativa al patriarcato che ancora persiste nella cultura occidentale e non solo.

Un titolo per tutti: “L’ordine simbolico della madre“, del 1991, che ha destrutturato il pensiero patriarcale proponendo una chiave di lettura nuova dell’identità relazionale di donne e uomini, rivoluzionando i presupposti di una antropologia filosofica che risaliva a Platone e al suo archetipo omologante di “umano” universale neutro. Ordine simbolico della madre capace di sostituire lo scambio di merci e denaro che governa il sistema patriarcale con lo scambio di parole e messaggi, espressi nel linguaggio che le madri ci insegnano, perchè a loro dobbiamo, tutti, il dono della parola, strumento di pace.

Il femminismo costruito sul pensiero della differenza è stato l’unica rivoluzione vittoriosa, non violenta e positiva, del secolo che ci siamo lasciati alle spalle. Muraro ne ha dettato le coordinate, collegato con il pensiero rivoluzionario di Luce Irigaray, che ha tradotto per prima in Italiano, ne ha sperimentato la pratica nella comunità Diotima e nella Libreria delle Donne, facendo dell’Italia un campo di sperimentazione avanzatissimo in cui anche la politica cominciava a prendere atto della necessità di dare voce alle parole delle donne, alla loro visione, per non “diventare come gli uomini” ma per affermare il valore della propria differenza come patrimonio delle donne e degli uomini che può cambiare la cultura profonda che governa le relazioni umane.

Un pensiero che ha sfidato la psicanalisi freudiana e il suo “rifiuto della femminilità” che Freud aveva indicato come “enigma e limite invalicabile“: Muraro ha voluto interrogare l’enigma e cercare di oltrepassare quel limite, ri-scrivendo contenuti e forme della conoscenza, del linguaggfio e della politica.

Per noi l’Uomo non esiste, esistono uomini e donne“, concludeva così Muraro nella presentazione de “L’Ordine simbolico della Madre”, polverizzando millenni di formalismo astratto e omologante per aprire la strada al riconoscimento dell’autenticità irriducibile dei soggetti, nella vita e nella storia.

“Oggi perdiamo non solo una fine intellettuale – hanno scritto dalla Libreria delle Donne di Milano – ma anche una maestra, una donna che ha sperimentato, insieme alle altre e con coraggio, nuove forme possibili del vivere per le donne. Una delle madri del nostro pensiero e dei nostri diritti.”

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