Preferisco la leggerezza di Italo Calvino. Da settimane lo pensavo che desiderassi liberarmi di lui. Ieri avevo scritto qualcosa sull’io e l’altro: “A tutte le età, uomini e donne, non tutti, si guardano allo specchio. Jacques Lacan teorizzò lo stadio dello specchio nell’infanzia, quando il bambino sorpreso e stupito si guarda allo specchio e si chiede: chi è quello?
E vede l’immagine idealizzata di sé stesso e non quello che è concretamente! Cosa significa che uomini e donne si guardano allo specchio? Sono narcisi? In realtà, tutti gli esseri umani sentono il bisogno di essere “riconosciuti”, tutti chiedono il riconoscimento dell’altro perché vi è una insicurezza costitutiva che ci riguarda tutti! Si sa che il narciso non si vuole bene!
Chi sono io? Cosa ci faccio qui? Gli altri mi riconoscono e sanno chi sono? Come mi vedono gli altri? Allora, mi guardo allo specchio e cerco di piacermi fisicamente perché l’immagine del mio corpo e del mio volto è di fondamentale importanza (costitutiva) per la mia vita. E l’altra, quella psicologica: mi stimo?
Certamente, piacersi fisicamente non è un fatto nevrotico ma se diventa un comportamento ossessivo esprime un’insicurezza nevrotica. Molti esseri umani possono avere un corpo malato, una disabilità innata o acquisita. Volersi bene non è amare l’immagine riflessa e idealizzata del proprio corpo che può essere una trappola illusoria.
Il riconoscimento del Sé corporeo è una tappa fondamentale della propria infanzia. Nella vita adulta prevale il riconoscimento del Sé mentale, psicologico, l’identità culturale ed etica che vive dentro un corpo! Per cui, l’Uno si riconosce!
La maturità non si trova al supermercato.
Conosco solamente me stesso e l’altro che è in me. “Ci facciamo tantissime risate e siamo gioiosi!”. Nella vita siamo tutti importanti ma nessuno di noi è indispensabile. Altra lezione che viene dall’esperienza. L’umiltà non è poi così diffusa tra le persone che si conoscono. Darsi delle arie? Sentirsi importanti? E per cosa poi? Al Nobel non penso, vorrei essere un nobile, è più redditizio.
Le persone mancano sempre nella riflessione e non capiscono come stanno le cose. Ne ho conosciuti tanti che si credevano famosi e che poi sono diventati anonimi veneziani. Chi desidera essere cercato non merita alcuna nostra attenzione. Non si è ancora stancato di cercarmi?
Ho un problema molto serio: non riesco ad essere serio! Non posso fare lo psicoanalista o il filosofo. Pazienza: farò il raccattapalle!
Società dell’immagine, società liquida? Società disumanizzata e disumanizzante?
Che fine hanno fatto gli esseri umani? Si potrebbe fare una ricerca con la lanterna di Diogene. Credo a un esito negativo. Amate e non fate altro. Vuoi vedere che Sigmund Freud era un cristiano inconsapevole?
Tonino Calà


