“Caltanissetta, città delle cento scalinate” di Mario Cassetti si presenta il 14 luglio sulla scalinata San Francesco

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Un libro che ricostruisce l’identità di una città a partire dall’urbanistica originale delle sue cento scalinate: “Caltanissetta, città delle cento scalinate” l’ultimo libro di Mario Cassetti, architetto, storico, dirigente scolastico, edito da Lussografica e illustrato da fotografie originali di Amedeo Falci, naturalista, ingegnere e fotografo raffinato, si presenta martedì 14 luglio alle 18 sulla Scalinata San Francesco, una delle più maestose e iconiche che caratterizzano la città.

Insieme agli autori interverranno il Sindaco Walter Tesauro, la Soprintendente ai Beni Culturali Daniela Vullo, la giornalista Fiorella Falci, il preside Salvatore Vizzini, il coordinatore di Caltafiabetta Ivo Cigna.

Lo studio di Mario Cassetti ha classificato 30 scalinate, 17 scalee, 30 gradinate, 3 cordonate, 7 strade-scale 3 scale dovozionali e 8 scalinate scomparse, , illustrandone in accurate schede le caratteristiche tecniche, la funzione storico-urbanistica e i richiami alla letteratura del territorio, con grafici, piante, disegni e foto d’epoca che restituiscono l’immagine di una città sconosciuta ai più, incatenati ormai ai percorsi obbligati e convenzionali delle automobili.

Caltanissetta ha cento scalinate, sono il suo connotato identitario inciso nello spazio urbano, che cancella l’anonimato dei luoghi, soprattutto nel centro storico, da mille anni spazio antropizzato, a fronte del secolo scarso di esistenza anonima della dilagante nuova periferia, che ha mantenuto però, specialmente nelle aree metastatiche più lontane, il rapporto con un suolo collinare dominante, ancorché imbrigliato da muri di sostegno e “sistemato” dal business opaco del movimento terra. È lo spazio antropizzato  vissuto nei secoli da un popolo in movimento, un popolo lavoratore, di donne e di uomini operosi, artigiani della quotidianità, poveri e industriosi, capaci di contendere allo spazio difficile le funzioni dell’abitare e del lavorare, spostando nei secoli il baricentro della città, dal punto più basso del quartiere Angeli e che nei secoli ha continuato a salire, e a spostarsi, a nord e ad ovest, segnando nuovi centri dei non-luoghi., a volte anche abbastanza casualmente.

La ri-valutazione delle scalinate potrebbe segnare un’inversione di tendenza, antropologica prima ancora che urbanistica, una assunzione di responsabilità nei confronti dello spazio urbano e delle sue funzioni, la dichiarazione esplicita di un desiderio di identità e di appartenenza finora rimosso o volutamente trascurato.

Caltanissetta: la città delle cento scalinate. Sarebbe un brand unico per un marketing territoriale che punti sul territorio e la sua storia come risorsa di un’economia dell’accoglienza.

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