Lunedì 13 luglio, al Cortile Duca di Serradifalco, si è tenuto l’incontro letterario dedicato alla presentazione di “Echi (di pietre tonfanti)”, la raccolta di poesie di Carmelo Salvatore Benfante Picogna edita da Carthago Edizioni.
L’evento è stato realizzato con il patrimonio e il sostegno del Comune di Serradifalco, di SICILBANCA, della Fondazione Sicana e dell’Associazione Culturale “Serra del Falco”.
Gli interventi e i relatori
L’incontro è stato presentato da Sergio Milazzo, Presidente dell’Associazione “Serra del Falco”. Saluti istituzionali e interventi di:
Maddalena Virgadauro, Assessora alle Politiche delle Solidarietà sociali e della Famiglia del Comune di Serradifalco;
Giuseppe Di Forti, Presidente di SICILBANCA e Fondazione Sicana;
Margherita Guglielmino, Responsabile Editoriale della Carthago Edizioni;
Giuseppe Pennisi, Amministratore della Carthago Edizioni.
Alcuni testi della raccolta sono stati letti da Maria Gabriella Venti e Peppe Minnella, con l’accompagnamento musicale di Fabio Amico.
I contributi critici: la prefazione e l’analisi dell’opera
Il cuore dell’incontro si è concentrato sui contenuti del volume, approfonditi attraverso due diverse chiavi di lettura: la prefazione e l’analisi critica della raccolta.
La prefazione di Giovanbattista Tona: Il magistrato di Corte di Cassazione ha approfondito il concetto giuridico ed esistenziale delle “prove mute”. Come indizi silenziosi o reperti sepolti dal tempo che recano i segni di un vissuto, le pietre e le strade dimenticate presenti nei testi diventano tracce di un’identità condivisa che la poesia restituisce alla coscienza collettiva. Ha poi offerto un’ampia riflessione sulla figura del poeta e sulla funzione della poesia nella contemporaneità, evidenziandone il ruolo di testimonianza civile ed etica, capace di farsi baluardo di verità e memoria in un’epoca spesso dominata dal rumore e dalla disattenzione.
L’analisi critica di Enza Spagnolo: L’intervento della docente e critica letteraria ha evidenziato come l’opera sia un percorso conoscitivo ed etico, imperniato sulla “poetica dei cerchi concentrici”. Se l’impatto della pietra rappresenta un urto verticale e traumatico con il reale, la ricerca del poeta si focalizza sull’eco, ossia sul movimento orizzontale che diventa condivisione e dono per gli altri. L’analisi ha poi esaminato i temi portanti della silloge, in cui la nostalgia, la perdita e l’attesa non sono semplice malinconia, ma condizioni della percezione, accompagnate dal valore del limite inteso come misura dell’andare umano. A questi si affiancano la memoria rurale dei riti del territorio, il ritorno ai luoghi d’origine come confronto conoscitivo con il passato, e la notte e il sogno come dimensioni capaci di rivelare una più profonda verità interiore.
Il finale: lettura dell’autore e dialogo con il pubblico
La serata si è conclusa con un momento di forte impatto emotivo: la lettura, da parte dell’autore Carmelo Salvatore Benfante Picogna, della poesia intitolata “Lamenti di Gaza“. Al termine della lettura, lo spazio è stato aperto alle domande del pubblico presente, concludendo l’incontro con un dialogo attivo e un fitto scambio di riflessioni tra la platea, i relatori e il poeta.



