RIESI – Ieri, nella suggestiva cornice di Vicolo Antocci presso La Muffuletteria, si è svolta la presentazione di Ma tu che lavoro fai? di Mariangela Galante, appuntamento che ha visto una bella partecipazione di pubblico e un confronto particolarmente vivace.
La serata rientra nella rassegna letteraria Book Meet, iniziativa ideata da Giuseppe Calascibetta e promossa dalla sezione di Riesi dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Durante la serata, Giuseppe Calascibetta ha illustrato la genesi e gli obiettivi del “Book Meet”, nato a seguito di un traguardo importante per la comunità: l’inserimento di Riesi come città della prestigiosa Strada degli Scrittori.
L’intento dell’ANPI è ambizioso: fare conoscere e valorizzare i grandi scrittori riesini, come Giovanni Nicosia e Gaetano Baglio. L’idea di fondo che anima il “Book Meet”, ha spiegato Calascibetta, è quella di unire i vari territori che compongono la “città degli scrittori” attraverso le voci degli autori e degli intellettuali contemporanei. L’obiettivo è creare una fitta rete di dialogo intellettuale e un proficuo interscambio di idee ed esperienze, un dialogo che guarda alla tradizione, ma soprattutto al presente, recuperando quello spirito di confronto che aveva caratterizzato anche l’esperienza di Giovanni Nicosia, confrontandosi con giganti della letteratura italiana del calibro di Italo Calvino, Leonardo Sciascia e Cesare Pavese.
Al centro della serata Ma tu che lavoro fai?, il libro di Mariangela Galante che parte dal tema del lavoro per raccontare molto altro: le scelte personali, il bisogno di reinventarsi, la ricerca della propria identità professionale e il rapporto con il territorio.
A dialogare con l’autrice è stata Maria Catena Sanfilippo, presidente della sede di Riesi di BC Sicilia, che attraverso una serie di domande ha accompagnato il pubblico dentro le storie e le riflessioni del libro.
Uno degli aspetti più interessanti della serata è stato proprio il coinvolgimento del pubblico. Molte domande hanno infatti spostato il confronto sul tema delle start up e dell’imprenditorialità, soprattutto sulla possibilità di costruire un percorso professionale senza dover necessariamente lasciare il proprio territorio.
Si è parlato di idee che possono diventare progetti, del rapporto tra creatività e impresa, delle difficoltà che incontra chi decide di mettersi in gioco e, soprattutto, della necessità di creare condizioni che permettano ai giovani di immaginare il proprio futuro anche al Sud.
Un tema che attraversa il libro e che, durante la serata, è diventato una conversazione più ampia sul modo in cui sta cambiando il lavoro e sul significato stesso di “fare impresa” oggi.
Il confronto di Riesi ha confermato così uno degli aspetti più interessanti di Ma tu che lavoro fai?: partire da una storia personale per arrivare a interrogarsi su questioni che riguardano un’intera generazione, dal lavoro all’imprenditorialità, dalla scelta di restare alla possibilità di costruire qualcosa nel proprio territorio.



