L’ospedale “Suor Cecilia Basarocco” alle prese con una grave carenza di personale e posti letto. Il sindaco Massimiliano Conti annuncia un’iniziativa istituzionale: «Non può franare anche la sanità»
NISCEMI (Caltanissetta), 29 agosto 2026 – «Non può franare anche la sanità a Niscemi: lunedì chiederò l’intervento del Prefetto». È un appello dai toni netti quello lanciato dal sindaco Massimiliano Conti, deciso a portare formalmente sul tavolo della Prefettura di Caltanissetta la crisi dell’ospedale “Suor Cecilia Basarocco”.
Il primo cittadino si rivolgerà al prefetto Licia Donatella Messina per sollecitare l’adozione di misure urgenti e riportare al centro dell’attenzione istituzionale una situazione che, secondo l’amministrazione comunale, ha ormai raggiunto livelli di forte criticità.
La svolta arriva a pochi giorni dal confronto tenutosi a Gela alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Marcello Caruso, organizzato a margine del sit-in promosso dall’amministrazione gelese guidata dal sindaco Terenziano Di Stefano, dopo settimane di mobilitazione e protesta.
Sei posti letto effettivi e reparti in difficoltà
A preoccupare il Comune di Niscemi è soprattutto la paralisi delle attività ospedaliere. L’attivazione del servizio di psicologia e psichiatria, limitato a 20 ore settimanali, non sarebbe sufficiente a compensare una situazione che presenta criticità ormai strutturali.
Dei quattro reparti teoricamente operativi, secondo quanto denunciato dall’amministrazione, rimangono infatti appena sei posti letto effettivamente disponibili.
A pesare sul quadro complessivo ci sono inoltre lo stop alle attività di Medicina, la carenza di chirurghi e l’azzeramento della lungodegenza. Una situazione che determina il trasferimento sistematico dei pazienti verso l’ospedale di Mazzarino, aggravando ulteriormente le difficoltà per cittadini e operatori sanitari.
Il sindaco chiede personale e un decreto d’urgenza
Per il sindaco Conti serve un intervento immediato. L’amministrazione chiede un decreto d’urgenza che preveda l’assegnazione di nuovo personale medico: almeno 3-4 unità per Gela e 2-3 per Niscemi, secondo la quantificazione indicata dal Comune.
Ma non basta rafforzare gli organici ospedalieri. La richiesta riguarda anche il potenziamento della sanità territoriale, con particolare attenzione ai servizi di radioterapia e alle strutture dedicate alla salute mentale.
L’obiettivo è contrastare anche il fenomeno della mobilità sanitaria passiva, con un numero crescente di pazienti costretti a rivolgersi a strutture fuori dal territorio, da Caltagirone e Catania fino a Vittoria e Milano.
«Prima il confronto istituzionale, poi la piazza»
Il ricorso alla Prefettura rappresenta, nelle intenzioni dell’amministrazione niscemese, un passaggio decisivo. Il tavolo prefettizio viene infatti considerato l’ultimo tentativo di ottenere risposte concrete attraverso il confronto istituzionale.
Se non dovessero arrivare provvedimenti adeguati, il Comune non esclude una nuova mobilitazione.
La crisi del “Suor Cecilia Basarocco” torna così al centro del dibattito sulla sanità nel territorio, mentre Niscemi chiede che l’emergenza venga affrontata prima che il progressivo depotenziamento dei servizi renda ancora più difficile garantire ai cittadini il diritto alla cura.

