Forza Italia Mussomeli: Sanità, servono coerenza e soluzioni, non uno scontro con l’ASP

redazione
redazione 38 Views
8 Min Leggere

da Daniele Frangiamore, Segretario di Forza Italia di Mussomeli riceviamo e pubblichiamo:

Le criticità della sanità nissena sono reali, ma non sono nate con l’attuale Direzione generale dell’ASP di Caltanissetta. Mancano medici e specialisti, alcuni concorsi registrano poche adesioni o vanno deserti e le aree interne faticano ad attrarre professionisti.

Una cosa, però, è rivendicare ciò che manca. Altra cosa è costruire una rappresentazione quasi esclusivamente negativa dell’ASP, fino a rischiare di trascinare il Comune di Mussomeli in uno scontro istituzionale permanente.

Per questo le posizioni assunte da Giuseppe Catania, Vicesindaco di Mussomeli ed ex deputato regionale a seguito della dichiarazione di ineleggibilità, meritano alcune domande.

Con Caltagirone era “piena sinergia”

Nel 2023 Catania denunciava già la carenza di anestesisti a Mussomeli, Niscemi e Mazzarino. Pochi mesi dopo, però, parlava di “piena sinergia con la Direzione strategica dell’ASP di Caltanissetta”, ringraziando l’allora Direttore generale Alessandro Caltagirone.

Le difficoltà di reclutamento esistevano già. Perché allora erano problemi da affrontare insieme alla Direzione, mentre oggi criticità analoghe diventano motivo di scontro?

È cambiato il problema o è cambiato il rapporto politico con chi guida l’ASP?

Un Direttore generale può bandire concorsi, utilizzare graduatorie, attivare mobilità e incrementare la specialistica. Non può però creare medici con una delibera, obbligarli a partecipare ai concorsi o costringerli a scegliere una sede periferica.

La stessa analisi sulla sanità di Mussomeli riconosce, infatti, una difficoltà strutturale di reclutamento e permanenza del personale.

Medici argentini e Pronto Soccorso: le contraddizioni

Durante la precedente gestione si fece ricorso anche a medici argentini, soluzione allora accolta positivamente dallo stesso Catania. Nel frattempo, però, il quadro normativo nazionale e regionale relativo ai professionisti con titoli conseguiti all’estero è cambiato.

Non vorremmo quindi che il mancato utilizzo dei medici argentini nelle stesse forme del passato diventasse un’altra responsabilità da attribuire all’attuale Direzione.

Ancora più discutibile è la polemica sui medici impiegati nel Pronto Soccorso di Mussomeli.

In Consiglio comunale Catania ha criticato medici provenienti dalla Medicina generale e professionisti non specialisti in Medicina d’emergenza-urgenza, usando il paragone secondo cui “se si rompe l’automobile non si va dall’idraulico”.

Un paragone profondamente infelice.

Parliamo di medici regolarmente abilitati che, con formazione, esperienza e responsabilità, hanno assistito i pazienti e contribuito a garantire la continuità del Pronto Soccorso.

Criticare l’ASP perché mancano specialisti e contemporaneamente criticarla perché utilizza gli strumenti disponibili per garantire i turni è una contraddizione evidente. Quale sarebbe stata l’alternativa? Lasciare scoperto il Pronto Soccorso?

E sorprende che, per quanto ci risulta, l’Ordine dei Medici non abbia ancora assunto una posizione pubblica su un paragone che rischia di svilire la dignità professionale di medici che hanno garantito un servizio essenziale.

Lungodegenza: un taglio del nastro non fa un reparto

Il 23 gennaio 2024, durante la precedente gestione, la Lungodegenza venne inaugurata a Mussomeli alla presenza, tra gli altri, dell’allora Direttore generale Alessandro Caltagirone e dello stesso Catania.

Quell’inaugurazione fu presentata politicamente come un risultato per il “M.I. Longo”. Eppure, mesi dopo, il reparto risultava ancora non operativo e necessitava di interventi strutturali e dotazioni.

È stata l’attuale Direzione a completare gli adeguamenti necessari, fino all’effettiva attivazione degli otto posti letto nel marzo 2025.

La differenza è semplice:

un taglio del nastro produce una fotografia e una notizia; un reparto operativo produce assistenza sanitaria.

L’attuale Direzione ha dovuto rendere concretamente funzionante ciò che era già stato presentato politicamente come un risultato.

I risultati non possono essere ignorati

Questo non significa che tutti i problemi siano risolti. Significa che i risultati devono entrare nel giudizio complessivo.

Nel 2025 l’ASP ha comunicato 276 assunzioni a tempo indeterminato, 55 a tempo determinato, 327 ore settimanali aggiuntive di specialistica ambulatoriale e circa 14,58 milioni di euro di investimenti tecnologici e digitali.

A Mussomeli sono state attivate la Centrale Operativa Territoriale e la Casa della Comunità, resa operativa la Lungodegenza, trasferito il SERD in locali più adeguati e realizzate stabilizzazioni di personale infermieristico e OSS.

Il valore della produzione del “M.I. Longo” è passato da circa 4,38 milioni di euro nel 2023 a circa 5,74 milioni nel 2025, con un incremento superiore al 31 per cento.

A ciò si aggiungono i 107 incarichi di funzione organizzativa e professionale conferiti nel luglio 2026, al termine di un percorso indicato come atteso da circa vent’anni.

Non significa che l’Azienda non debba fare ancora molto. Significa però che raccontarla soltanto attraverso le criticità non restituisce tutta la realtà.

La vera domanda politica: cui prodest?

Il punto, ormai, non è soltanto una singola dichiarazione o la richiesta di valutare la permanenza del Direttore generale. È l’impostazione complessiva di un documento che rischia di trascinare l’Amministrazione comunale in uno scontro frontale con l’ASP, proprio mentre Mussomeli ha ancora bisogno di medici, specialisti, servizi e investimenti.

A chi giova?

Giova ai cittadini di Mussomeli? Giova al “M.I. Longo”? Giova compromettere un rapporto istituzionale che dovrebbe essere utilizzato per ottenere ciò che ancora manca?

Oppure una contrapposizione così selettiva risponde anche a logiche politiche, interessi personali, eventuali conflitti di interesse o rapporti sui quali sarebbe opportuno fare chiarezza?

Con la precedente Direzione, anche davanti a problemi evidenti, prevalevano collaborazione, ringraziamenti e “piena sinergia”. Oggi, nonostante assunzioni, stabilizzazioni, investimenti, nuovi servizi e risultati misurabili, l’ASP viene rappresentata quasi esclusivamente come una controparte.

È questa selettività che rischia di far apparire l’iniziativa più come un regolamento di conti politico e personale che come una battaglia per migliorare la sanità.

E c’è anche una questione istituzionale: Giuseppe Catania non è il Sindaco di Mussomeli e non è l’assessore titolare della delega alla Sanità.

Qual è allora la posizione del Sindaco? L’intera Amministrazione condivide questa strategia di contrapposizione con l’ASP? Ritiene davvero che sia questa la strada migliore per ottenere più servizi?

E qualora vi fossero interessi personali direttamente collegati a specifici atti o decisioni degli organi comunali, sarebbe necessario fare piena chiarezza anche sull’eventuale sussistenza di conflitti di interesse e sui conseguenti obblighi di astensione previsti dall’ordinamento.

Noi continueremo a pretendere più medici, più specialistica, organici stabili e servizi migliori. Ma fermezza non significa guerra istituzionale.

Prima di trascinare Mussomeli in uno scontro frontale con l’ASP, qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini quale vantaggio concreto ne ricaveranno.

La vera domanda politica resta una ed una sola: cui prodest?

        Daniele Frangiamore Segretario Cittadino di Forza Italia

Condividi Questo Articolo