Oltre la paura del fascismo: è ora di salvare il progetto europeo

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di Rocco Gumina

Il successo in Sassonia dell’AFD insieme alla crescita e all’affermazione di partiti come VOX in Spagna, Futuro Nazionale in Italia e Rassemblement National in Francia sono fattori che devono indurci a riflettere. Si tratta, infatti, di soggetti politici che, in buona sostanza e al di là di convenevoli dichiarazioni, rinnegano i valori delle carte costituzionali dei rispettivi paesi fondate sulla ricostruzione ideale, economica, sociale e politica dovuta alla tragedia della seconda guerra mondiale.

Eppure, a differenza di diversi opinionisti e politici, non vedo all’orizzonte il rischio di un ritorno al fascismo e al nazismo. Avverto, invece, che la rabbia sociale di una moltitudine di cittadini del vecchio continente s’incanala sempre più verso quelle forze che desiderano disgregare l’Europa. Così, il primo e autentico rischio congiunto all’affermazione di tali soggetti partitici è la frantumazione del progetto europeo voluto, fra gli altri, anche dall’italiano Alcide De Gasperi. Per evitare ciò, tutta la politica – ovvero ogni cittadino attivo e responsabile – è chiamata a scendere sul terreno concreto delle realtà vissute quotidianamente dai marginali, da chi ha perso rapidamente il potere d’acquisto, da chi non vede riconosciuta la propria dignità, da chi non trova lavoro, da chi non può accedere al mutuo o a cure dignitose, da chi vive ai margini sociali ed esistenziali. E scendere sul terreno concreto vuol dire far comprendere a tutti e tutte che al momento non esiste questione più patriottica e nazionalista del sorreggere con ogni forza il progetto europeo.  

Sono convinto che oggi non sia in discussione la democrazia a livello teorico, bensì il suo esercizio concreto. Difatti, l’odierna complessità politica, tecnologica, economica e culturale mette a rischio le conquiste raggiunte nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Secondo studiosi come Giannino Piana, ciò è dovuto anche all’assenza di un forte referente etico nella società che fa correre alla democrazia il rischio di divenire senz’anima. Occorre, allora, ristabilire il legame fra democrazia e valori costituzionali come libertà, uguaglianza, giustizia e solidarietà all’interno di uno scenario di crisi dei partiti, dei corpi intermedi e di crescita esponenziale degli egoismi, delle solitudini, dei consumi.

Proprio la situazione sociale, industriale e politica della Sassonia – fra i Land meno estesi della Germania e dove vive una popolazione di quattro milioni di abitanti su quasi ottantaquattro milioni di tedeschi – permette all’Europa di ascoltare il grido delle vittime dell’attuale globalizzazione. Schiere di disoccupati e di semi-schiavizzati sono gli oppressi di un sistema nel quale i pochi ricchi diventano sempre più ricchi, mentre i milioni di poveri sono sempre più poveri.

L’Europa deve cambiare passo al fine di realizzare definitivamente quell’unione politica, economica e militare che i padri fondatori avevano intravisto e progettato. Soltanto il procedere concreto verso questa opzione porterà le istituzioni continentali e nazionali a farsi carico dei problemi di chi oggi incanala la propria delusione sostenendo proposte politiche contradditorie, astoriche e fin troppo vicine a coloro che desiderano che dell’Europa non rimanga traccia alcuna. Pertanto, per riprendere le parole che Mario Monti ha rivolto a Roberto Vannacci in occasione di un confronto al Forum di Cernobbio, dovremmo concentrare il nostro impegno per ostacolare tutti coloro che vogliono disgregare l’Europa. E dobbiamo farlo adesso, concretamente.

Rocco Gumina

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