Se ne va Emma Bonino, leader delle lotte per i diritti civili, femminista ed europeista, esempio di coerenza e di coraggio

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Se ne va Emma Bonino, un’icona del ‘900 delle donne e dei diritti, leader radicale, parlamentare, ministra degli esteri e commissaria europea, riferimento del dibattito politico di mezzo secolo nel nostro Paese intorno ai temi più delicati e scomodi per i quali ha combattuto con coraggio e lucida capacità politica, imponendo all’agenda politica le questioni dei diritti civili e sostenendo il metodo democratico del Referendum come occasione di libera espressione della volontà popolare, oltre i partiti, senza i partiti e anche contro i partiti.

Si poteva non condividere le sue idee o la radicalità ideologica con cui le sosteneva, ma non si può non riconoscere e onorare la sua coerenza, il suo rigore etico, il disinteresse personale con i quali ha abitato le piazze e i palazzi della politica con determinazione esemplare, con competenza, studio, qualità dell’argomentazione. Ben oltre gli slogan, ben oltre i gesti simbolici di rottura del mondo radicale a cui pure apparteneva.

Capace di ascolto e di dialogo, disponibile al confronto senza pregiudiziali, pur nella sua fermezza liberale e democratica, ha meritato la stima dell’intero mondo politico e il riconoscimento del suo valore, fino alla visita a sorpresa di Papa Francesco, nella sua casa romana, dopo una delle crisi della sua salute. Il suo coraggio nell’affrontare anche la malattia fino all’ultimo giorno è stato un altro segno della sua leadership non impositiva ma esemplare.

Ha saputo imporre nella scrittura di leggi fondamentali il concetto costituzionale di laicità dello Stato e del suo ordinamento: non era facile neppure parlarne nell’Italia democristiana e perbenista degli anni ’60 e ’70 quando cominciò il suo impegno politico e civile. In quegli anni di argomenti come il divorzio, l’aborto, le discriminazioni sull’orientamento sessuale persino i partiti della sinistra avevano inizialmente resistenza a promuovere battaglie politiche. Lei ha saputo leggere in profondità quello che cambiava nella società italiana e ha dato voce alle nuove esigenze, ai diritti da riconoscere e codificare, al pluralismo culturale di cui una democrazia autentica non dovrebbe avere paura.

Tanti messaggi di cordoglio dal mondo femminile in queste ore. L’ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici) la ricorda così: “Una donna che ha attraversato la storia repubblicana sostenendo con determinazione le proprie idee e le
proprie battaglie, senza mai sottrarsi al confronto. Una personalità forte, libera e indipendente, capace di parlare anche con chi aveva posizioni profondamente diverse dalle sue.
È proprio questa capacità che ANDE Nazionale desidera ricordare oggi e indicare come una delle testimonianze più preziose che Emma Bonino lascia alla nostra democrazia.
In un tempo nel quale il dibattito pubblico appare sempre più polarizzato e nel quale la diversità di opinione rischia troppo spesso di trasformarsi in contrapposizione, la sua storia ci ricorda che si può essere fermi nelle proprie convinzioni senza rinunciare all’ascolto, al rispetto e alla ricerca di uno spazio comune.

Il modo migliore per ricordare Emma Bonino è forse proprio questo: non chiedersi oggi se fossimo o meno d’accordo con tutte le sue battaglie, ma riconoscere il valore democratico di una donna che ha avuto il coraggio delle proprie idee e, nello stesso tempo, la capacità di confrontarsi con quelle degli altri.
È un’eredità di cui oggi la politica e le Istituzioni hanno profondamente bisogno”.

Nel suo messaggio di cordoglio il Presidente Mattarella ha sottolineato come “il suo impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica.
Negli ultimi anni la sua priorità era l’unità e la maggiore integrazione dell’Unione Europea: testimone che ha affidato a chi ne ha condiviso pensiero e impegno”.

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